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’A libertà nun se corregge: il comitato del Napoli Pride presenta la piattaforma politica in napoletano

Tra i punti del manifesto l’autodeterminazione trans, la lotta al patriarcato e alle terapie di conversione

’A libertà nun se corregge: il comitato del Napoli Pride presenta la piattaforma politica in napoletano

Pride

28 Maggio 2026

Di: Francesca Saccenti

La lingua italiana non basta per riscrivere la storia della comunità lgbtqia+ all’ombra del Vesuvio. Bisogna delegare la faccenda al dialetto napoletano, l’unico idioma capace di rappresentare in modo immediato le istanze arcobaleno della piattaforma politica del Napoli Pride, al passo con la semantica e la fonetica del passato. Perchè come recita il manifesto di quest’anno ’A libertà nun se corregge. Il 27 giugno per le strade di Partenope un’ondata colorata sfilerà tra le piazze e i vicoli del centro, festeggiando i trent’anni dal primo Pride del Sud Italia. Le immagini del 1996 raccontano uno spaccato molto distante da quello attuale, ma quella marcia – come ricorda l’attivista Franco Grillini in un’intervista ai microfoni di RadioPride – avrebbe iniziato a porre le basi per le Unioni civili, una battaglia che si sarebbe trasformata dieci anni fa in norma, l’11 maggio del 2016. 

Corpi in lotta

“Trent’anni di corpi, lotte e dissenso”, con queste parole il Comitato – composto da Antinoo Arcigay, ALFI Le Maree, Associazione Trans Napoli (ATN), Pride Vesuvio e Coordinamento Campania Rainbow – annuncia la pubblicazione della piattaforma politica del 2026, in occasione del trentennale della prima manifestazione del 29 giugno del 1996, che segnò la nascita del primo Pride del Sud Italia e del terzo a livello nazionale, dopo Roma (1994 e Bologna 1995). “Una scelta radicale e identitaria quella di scrivere la piattaforma ufficiale in lingua napoletana, anteponendola storicamente e politicamente alle versioni in italiano e in inglese. Una decisione linguistica che suona come un atto di rivendicazione e resistenza in un momento storico di forte regressione sociale e di attacchi governativi ai diritti civili”. La parata sarà preceduta da dieci giorni di Pride Park (Real Albergo dei Poveri, dal 18 al 28 giugno). ‘Il Villaggio dei Diritti’ è uno spazio culturale e ricreativo con un fitto calendario di eventi, incontri e mostre. Durante l’edizione del 2024 parteciparono al dibattito anche Elly Schlein, segretaria del Partito democratico, e Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle.

Lingua napoletana

L’utilizzo del dialetto diventa lo strumento ideale per dare anima e voce a una terra che si muove da sempre controcorrente. Napoli, città del Mediterranean Pride, si conferma un porto aperto e fluido, un ecosistema culturale che rifiuta il confine, l’esclusione e la normalizzazione delle esistenze. Una metropoli ‘capatosta’ – si legge nel comunicato stampa – “che rigetta la deriva autoritaria, repressiva e moralista della politica”. Al centro c’è il ripudio della guerra – come scritto nero su bianco nell’articolo 11 della Costituzione con la denuncia dei tagli al welfare e alla sanità a favore della corsa agli armamenti.

Autodeterminazione trans e diritto all’abitare

Tra i punti del manifesto c’è in prima linea il tema dell’autodeterminazione trans e non binaria, che mira a dare sostegno alla comunità contro la transfobia sistemica e le strategie di invisibilizzazione. Nel testo viene contestato l’attuale approccio patologizzante e il sistema documentale rigidamente binarizzato e si richiede l’aggiornamento dei protocolli sanitari internazionali (SOC 8 della WPATH) per una relazione medica affermativa e non coercitiva. Nella nota diffusa alla stampa si parla anche di diritto all’abitare e di welfare di prossimità in una città in piena emergenza turistica. Una metropoli vittima dell’egemonia della “fritturizzazione”, come l’ha ribattezzata il professore Francesco Izzo, docente del dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II, dove i cittadini perdono i propri spazi di collettività.

Contro lo stigma dell’HIV

Nell’agenda si fa riferimento alla necessità di aumentare le case di accoglienza e i rifugi per le persone lgbtqia+ (in particolare per le donne trans) cacciate dalle famiglie e marginalizzate. La sanità pubblica deve essere gratuita e accessibile e bisogna lavorare sul contrasto allo stigma dell’HIV, riaffermando il principio scientifico (Undetectable = Untransmittable) contro la moralizzazione che colpisce coloro che vivono con le infezioni sessualmente trasmissibili. La nota continua con il riconoscimento dei nuclei omogenitoriali e transgenitoriali, superando l’insufficienza della mai riconosciuta stepchild adoption, e respingendo la criminalizzazione della GPA (gestazione per altri). 

Scuola e università sicure

La piattaforma si occupa anche di richiedere una maggiore sicurezza e inclusività nelle scuole e negli atenei, puntando sull’urgenza di adottare le carriere alias e di favorire l’introduzione obbligatoria dell’educazione sessuo-affettiva e di genere negli istituti. “Intersezionalità e politiche migratorie umane. Ci vuole una netta opposizione al nuovo Patto UE su immigrazione e asilo e alla costruzione di nuove strutture di detenzione amministrativa (come il CPR previsto a Castel Volturno) – si legge -. Abbiamo bisogno di maggiori tutele per le persone LGBTQIA+ migranti e in particolare per le donne trans, esposte alla tratta e prive di percorsi adeguati di inclusione sociale. E inoltre chiediamo il riconoscimento della cittadinanza a chi vive, studia e lavora nel nostro Paese”. La lista si sofferma sulla lotta al patriarcato, sul divieto delle terapie di conversione e sulla tutela del sex work. In ultimo la piattaforma punta sulla valorizzazione della tradizione locale attraverso il riconoscimento di termini come ‘femminielle’, ‘masculilli’ e ‘queeriniell*’.