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Addio a Francesco Gnerre, indimenticabile autore del saggio cult L’Eroe Negato

Dopo una lunga malattia, ci lascia il noto studioso e attivista, tra i primi a raccontare l’identità omosessuale nella cultura italiana.

Addio a Francesco Gnerre, indimenticabile autore del saggio cult L’Eroe Negato

Cultura Queer, Memoria

21 Luglio 2025

Di: Claudio Finelli

Francesco Gnerre ci ha lasciato. Con la sua scomparsa, la cultura LGBT+ italiana perde uno degli ingegni più lucidi e appassionati. Studioso, critico letterario, saggista e attivista, Gnerre ha dato voce e dignità – in anni di paure e silenzi – alla letteratura omosessuale rimasta a lungo ai margini del canone. Con la sua opera più nota, L’eroe negato. Omosessualità e letteratura nel Novecento Italiano, Gnerre ha consegnato ai lettori italiani un volume “rivoluzionario” che resta un riferimento imprescindibile per chiunque voglia approfondire l’invisibile narrazione dell’omosessualità nel nostro immaginario collettivo.

Pubblicato per la prima volta nel 1981 per Gammalibri – era la sua tesi di laurea in sociologia della letteratura – e poi ampliato per l’edizione Baldini&Castoldi nel 2000 e riproposto anche in seguito con altri ampliamenti (Rogas, 2016), L’eroe negato non è solo un saggio di critica letteraria: è un atto politico, rivendicativo e affettivo. In un’Italia che era – e forse è ancora – lontana dal concepire il pieno rispetto delle persone LGBT+, Gnerre ha tracciato una mappa di lettura nuova, coraggiosa e fiera che ha permesso a generazioni di lettori di sentirsi meno soli, riconoscendosi in figure poetiche e letterarie cancellate, deformate o condannate dal perbenismo e dall’ipocrisia imperante. Da Pasolini a Moravia, da Penna a Soldati, il suo sguardo ha riconsegnato complessità e spessore a personaggi e autori letti, fino a quel momento, solo attraverso la lente dell’eteronormatività. Sulla medesima scia di L’Eroe Negato, anche altre importanti pubblicazioni: La Biblioteca Ritrovata (2015); Noi e gli altri. Riflessioni sullo scrivere gay (con G. Pietro Leonardi, 2016); In disgrazia del cielo e della terra (con D. Coluzzi, 2021).

Accanto al suo impegno pionieristico negli studi LGBT+, è giusto ricordare che Gnerre è stato anche un fine conoscitore di Dante: non possiamo tacere il valore della sua curatela all’edizione scolastica de La Divina Commedia. La sua capacità di coniugare filologia e sensibilità interpretativa ha offerto a studentesse e studenti delle scuole superiori una lettura autentica e formativa della Commedia, mostrando non solo che la classicità è in costante dialogo con la contemporaneità ma che, attraverso il progetto poetico e visionario di Dante, prendono ancor’oggi forma miti universali che non conoscono contingenze né sociali né temporali.

In un tempo in cui la cultura soffre tristemente di semplificazioni mediatiche, soggiacendo alle logiche di consumo tipiche dei social media, l’attenzione e il rigore di Gnerre, sia negli studi queer che in quelli classici, ci ricordano che ogni forma di emancipazione passa dai libri, dalla storia, dallo studio e dalla fiducia nel potere liberatorio della cultura e della conoscenza.