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Addio a Gino Paoli, cantautore fuori dagli schemi

Ci lascia un poeta libero e irregolare della musica italiana

Addio a Gino Paoli, cantautore fuori dagli schemi

Musica e teatro

27 Marzo 2026

Di: Claudio Finelli

Gino Paoli se n’è andato lasciando un vuoto sia musicale che esistenziale nel panorama della musica italiana (e non solo). Cantautore tra i più intensi della scuola genovese, ha attraversato la canzone italiana portandola fuori dalle convenzioni, dentro una dimensione più intima, irregolare, autentica. Le sue parole non cercavano di rassicurare ma raccontavano i sentimenti e le emozioni senza ricorrere a filtri, in primis l’amore, il desiderio e la fragilità.

Attorno alla sua figura – secondo quanto restituito, anche recentemente, da alcune dichiarazioni ironiche di Ornella Vanoni – erano circolate, ad inizio carriera, voci di corridoio relative ad una possibile e presunta omosessualità. La cosa è stata smentita dalla stessa Vanoni che ha sempre rievocato la passionalità e la profondità del loro rapporto d’amore.

L’essenza “queer” di Paoli, una vita senza definizioni

Probabilmente, l’elemento più intrinsecamente queer di Gino Paoli, l’elemento che forse ha suggerito le succitate voci di corridoio, è stata la sua volontà di vivere sempre senza definirsi, in modo libero. Paoli non ha mai sentito il bisogno di dichiararsi dentro una categoria, e proprio per questo continua a parlare a chi quelle categorie le attraversa, le mette in discussione, o le rifiuta.

Le sue canzoni raccontano un amore che non ha forma fissa, uno spazio emotivo in cui i confini si sciolgono e l’identità non è un vincolo ma un movimento. In un tempo che pretende coerenza e chiarezza, Paoli ha praticato la complessità e l’ha praticata in maniera poetica quindi universale e assolutamente libera.