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“Professori di sinistra” nel mirino: Agedo insorge contro la schedatura nelle scuole

L’associazione denuncia il questionario di Azione Studentesca: "Un attacco alla Costituzione e alla libertà di pensiero. La scuola non è un luogo di censimento ideologico".

“Professori di sinistra” nel mirino: Agedo insorge contro la schedatura nelle scuole

Politica, Scuola

29 Gennaio 2026

Di: Radio Pride

C’è un’aria pesante che tira tra i banchi di scuola, un vento che porta con sé l’odore stantio di epoche che speravamo archiviate. La notizia è di quelle che fanno sobbalzare chiunque creda nel valore sacro dell’istruzione libera: un questionario diffuso da Azione Studentesca – movimento giovanile storicamente legato alla destra, di cui l’attuale premier Giorgia Meloni fu coordinatrice nazionale a 19 anni – che invita ragazzi e ragazze a segnalare i nominativi dei cosiddetti ‘professori di sinistra‘.

Di fronte a questa deriva, torna alla mente con prepotenza l’incipit dell’articolo 33, uno dei passaggi più belli e luminosi della nostra meravigliosa Costituzione: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”. Parole che non sono solo inchiostro su carta, ma il respiro stesso della nostra democrazia, e che oggi sembrano messe sotto attacco.

Non è una boutade goliardica, ma un fatto che Agedo Nazionale ha definito, senza mezzi termini, gravissimo. Con un comunicato diffuso oggi, 29 gennaio 2026, l’associazione esprime sdegno profondo per quello che appare come un vero e proprio tentativo di schedatura ideologica.

Il ritorno delle liste proscrizione

Chiedere agli studenti di trasformarsi in delatori, di “mettere all’indice” i propri formatori sulla base di presunte appartenenze politiche, mina alle fondamenta il patto di fiducia educativo.

Come sottolinea l’associazione, queste pratiche richiamano metodi di controllo incompatibili con i principi della nostra Repubblica. L’articolo 21 della Costituzione parla chiaro: la libertà di pensiero e di insegnamento sono intoccabili. Nessuna persona, e ancor meno chi ha il delicato compito di formare le nuove generazioni, può operare sotto la minaccia di un censimento o con l’ombra del sospetto che aleggia sulla cattedra.

La scuola come palestra di pensiero critico, non di indottrinamento

Ma la denuncia di Agedo va oltre la difesa legale. Tocca il cuore pulsante della missione della “scuola pubblica che è, per definizione costituzionale, uno spazio laico e libero da ingerenze  nel quale il pluralismo culturale e la libertà di insegnamento non sono un’opzione, ma un pilastro essenziale”. 

Se iniziamo a etichettare i docenti, stiamo implicitamente dicendo ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze che avere un’opinione diversa è pericoloso. Al contrario, Agedo ribadisce con forza che la funzione educativa serve a formare teste pensanti, un luogo dove “le giovani persone imparano il confronto tra punti di vista diversi, l’esercizio del pensiero critico, la capacità di argomentare, dissentire e dialogare nel rispetto reciproco”. 

È in questo scambio, anche acceso ma sempre rispettoso, che si formano cittadini liberi e consapevoli. Ogni tentativo di intimidazione o etichettatura è un colpo inferto a questo processo di crescita civile e democratico.

L’appello alle Istituzioni: “Serve una condanna ferma”

Di fronte a questo scenario, Agedo Nazionale non si limita all’indignazione, ma chiede fatti. L’associazione pretende una presa di posizione chiara da parte delle istituzioni: non si può restare a guardare mentre si sdogana l’idea che sia normale schedare le persone per le loro idee. Serve una condanna netta a tutela della scuola pubblica.

La Presidente Donatella Siringo e tutta l’associazione “si schierano al fianco delle comunità scolastiche, delle e dei docenti, delle studentesse e degli studenti, affinché la scuola resti un presidio di libertà, pluralismo e democrazia”.