Boy George, un’icona LGBT che continua a far discutere
Tra il ricordo del 7 ottobre e le accuse di genocidio, la decisa presa di posizione della storica popstar queer alimenta lo scontro social.
Sta suscitando un acceso dibattito anche sui social la pubblicazione di We Will Dance Again, il nuovo brano con cui Boy George, storica e celebre popstar della scena queer internazionale, sembrerebbe prendere una inequivocabile posizione a difesa di Israele, ricordando le vittime del vile attacco di Hamas del 7 ottobre e intervenendo in prima persona nel confronto pubblico sul conflitto mediorientale.
Polemiche sul genocidio e sul ricordo del 7 ottobre
Fin dalle prime battute, nel nuovo brano, Boy George canta: “You say genocide, I say war” (“Tu dici genocidio, io dico guerra”), per poi aggiungere: “I stand with the Jews” (“Io sto con gli ebrei”), criticando anche quegli artisti che, a suo giudizio, condannano Israele con una “selective memory”.
Le opinioni espresse nella canzone possono essere condivise o contestate. Ciò che difficilmente può essere messo in discussione, invece, è il ruolo storico di Boy George nella cultura Lgbt. Negli anni Ottanta, con la sua immagine anticonformista, trasgressiva e rivoluzionaria, con la sua musica ballabile ma densa di significati e la sua libertà di espressione, contribuì a rendere visibile una intera generazione di persone Lgbt che faticava a trovare rappresentazione nello spazio pubblico.
L’eredità di Boy George, icona queer simbolo di autenticità
Per molte persone Lgbt, Boy George è stato molto più di una popstar: è stato un simbolo di autenticità e di coraggio. La sua innegabile eredità artistica e culturale impone, dunque, alla collettività queer una seria riflessione sulla vicenda che attinge il conflitto in medio oriente e su posizioni che sono sempre più radicali e polarizzate. La storia, dopotutto, è molto più complessa delle polemiche del momento e delle posizioni che molti assumono dal divano di casa propria, esprimendosi attraverso una tastiera, e allora anche la canzone di una popstar può essere uno spunto utile per riflettere e approfondire questioni che sono molto dolorose e sempre attuali.