“Bruno Gagliano era un artista sul palco e nella vita”, il ricordo commosso della drag queen La Diamond
"Una persona altruista e generosa, sempre in prima linea nelle manifestazioni per i diritti"
La Sicilia come patrimonio culturale da condividere, e poi Roma, la città delle speranze e delle aspettative, dove salire sul palco per le artiste drag ‘fuori sede’ significa raccontare la libertà dei corpi compiendo un atto di resistenza. L’amicizia tra Enrico La Rocca in arte La Diamond – la performer e costumista famosa per la vittoria nel talent ‘Drag Race Italia 2’ (2022) – e KastaDiva, alter ego di Bruno Gagliano, il make up artist scomparso sabato mattina in circostanze ancora da accertare, è un legame che si consolida nel tempo. La geografia li ha spinti a fare scelte simili, lasciando l’isola della Trinacria per compiere un viaggio lungo lo Stivale.
Dalla Sicilia a Roma, l’amicizia tra Enrico La Rocca e Bruno Gagliano
La passione per i lustrini ha fatto tutto il resto, rafforzando un rapporto che solo l’arte è stata in grado di consacrare. “La nostra esperienza è stata intensa, abbiamo lavorato a stretto contatto, ci siamo esibiti anche al Muccassassina. Mentre per un paio di anni a Roma siamo stati coinquilini – racconta a RadioPride l’artista di Riesi, in provincia di Caltanissetta -. Quando ci siamo conosciuti lui era già famoso, io stavo muovendo i primi passi nel mondo drag: mi ha aiutato a crescere. Era un impersonator incredibile, riusciva a calarsi perfettamente nei panni di dive come Patty Pravo, Liza Minnelli, Raffaella Carrà e Mina. Il trasformismo nei suoi show deriva dal fatto che era un truccatore sui generis capace di emozionare. Il suo corpo era una tela sulla quale imprimere i capolavori della pittura”.
L’arte del make up trasformista tra Bowie e Klimt
C’è un autoscatto davanti allo specchio che ritrae il volto di Bruno Gagliano nel quadro ‘Il bacio’ (1907) di Gustav Klimt”, e in un altro la pelle si trasforma nella copertina di ‘Aladdin Sane’, l’album iconico del cantante David Bowie. O nell’esuberante ‘pasionaria’ Frida Kahlo. “Nel 2020 Bruno si è cimentato in una serie di fotografie sui social in cui elevava il trucco a una forma d’arte, facendosi ispirare da dipinti della storia – continua Enrico La Rocca -. Per me è stata una figura fondamentale quando sono arrivato a Roma. Abbiamo vissuto insieme momenti sia felici che tristi, ma l’immagine che conservo è quella di una persona altruista, aperta e generosa. Non solo con gli amici, ma soprattutto con la comunità queer: era sempre in prima linea nelle manifestazioni per i diritti. E oggi i commenti affettuosi e il cordoglio per la prematura scomparsa lo testimoniano. Il suo cammino è stato travagliato, ha sofferto e combattuto tanto. Bruno lascia un vuoto, ma lascia anche una straordinaria presenza scenica, non solo sul palco ma nella vita”.