Charlie Kirk ucciso nello Utah: il predicatore dell’odio anti-LGBTQIA+
Il fondatore di Turning Point USA, noto per le sue posizioni radicali e transfobiche, è stato colpito durante un dibattito in un’università. Le reazioni di Trump, Obama e Biden, e la risposta della comunità LGBTQIA+.
Charlie Kirk, 31 anni, cofondatore di Turning Point USA e uno dei volti più discussi della destra americana, è stato ucciso in una sparatoria all’Utah Valley University durante un dibattito con gli studenti. Colpito al collo mentre rispondeva a una domanda, è morto poco dopo, come confermato da agenzie internazionali e ripreso dalla stampa italiana. Kirk aveva fondato Turning Point USA a soli 18 anni, trasformandola in un potente network conservatore. I suoi dibattiti nei campus universitari lo avevano reso famoso, ma anche discusso, per le posizioni radicali e soprattutto per i continui attacchi alla comunità LGBTQIA+. Celebre la sua definizione delle persone transgender come “un pulsante dito medio a Dio”. In un comizio, aveva dichiarato: «La questione che credo sia così contraria al nostro senso comune, così contro la legge naturale e, oserei dire, un pulsante dito medio a Dio, è questa faccenda transgender che sta accadendo in America proprio adesso». Non si era fermato lì: citando la Bibbia (Deuteronomio 22:5) aveva sostenuto che le identità trans fossero “un abominio agli occhi del Signore”. Attaccò pubblicamente la nuotatrice Lia Thomas, rivolgendosi a lei con il nome anagrafico e dicendole: «Sei un’abominio davanti a Dio».
Nel 2022 aveva spinto ancora oltre la sua retorica, affermando che “il movimento transgender è una fase introduttiva per spingerti a spogliarti della tua umanità e fondere il tuo corpo con le macchine”, descrivendo il tutto come un mix tra Ready Player One e Inception. Queste parole, diventate virali sui social e più volte criticate come retorica d’odio, hanno contribuito a legittimare l’idea che l’esistenza queer fosse “contro natura”.

Il 10 settembre, nel corso del suo “Prove Me Wrong Tour”, Kirk stava discutendo proprio del tema delle stragi di massa negli Stati Uniti. Un video diffuso sui social mostra il momento in cui, dopo aver risposto a una domanda del pubblico, viene improvvisamente colpito al collo da un proiettile e crolla all’indietro. Il suo omicidio ha subito generato un’ondata di reazioni istituzionali.
Donald Trump, su Truth Social, ha scritto: «Il grande, e perfino leggendario, Charlie Kirk, è morto. Nessuno ha mai capito o avuto più a cuore i giovani degli Stati Uniti d’America meglio di Charlie. Era amato e ammirato da tutti, soprattutto da me, e ora non è più tra noi. Le mie condoglianze e quelle di Melania vanno alla sua splendida moglie Erika e alla sua famiglia. Charlie, ti amiamo!».
Barack Obama su X/Twitter: «Non sappiamo ancora cosa abbia motivato la persona che ha sparato e ucciso Charlie Kirk, ma questo tipo di violenza spregevole non ha posto nella nostra democrazia. Io e Michelle preghiamo per la famiglia di Charlie questa sera, in particolare per sua moglie Erika e i loro due figli piccoli».
Joe Biden ha dichiarato: «Non c’è posto nel nostro Paese per questo tipo di violenza. Deve finire subito. Io e Jill preghiamo per la famiglia e i cari di Charlie Kirk».
Se da un lato la politica istituzionale piange la sua morte, dall’altro la comunità LGBTQIA+ reagisce con sentimenti più complessi. Un’attivista trans di New York, intervistata dalla NBC, ha dichiarato: «Non festeggiamo la morte di nessuno. Ma non possiamo dimenticare che Kirk ha passato la sua breve vita a disumanizzare persone come me. Le sue parole hanno alimentato odio e reso il nostro Paese più pericoloso». Il giornalista queer Carlos Maza ha scritto su X: «Charlie Kirk non era un difensore della libertà di parola. Era un megafono d’odio che ha fatto carriera insultando e screditando intere comunità. La sua morte è tragica, ma non possiamo riscrivere chi è stato».
L’associazione GLAAD in una dichiarazione a The Advocate: «La violenza politica è inaccettabile e la violenza armata è un’epidemia che si estende da una costa all’altra e richiede un intervento urgente. Le riforme per ridurre la violenza armata sono sostenute dalla maggioranza degli americani. Nessuno dovrebbe temere per la propria vita a causa di ciò che è. È anche un fatto dimostrabile che Charlie Kirk abbia diffuso un’infinità di disinformazione sulle persone LGBTQ. Bugie e insulti al vetriolo sulle persone transgender erano una parte frequente della sua retorica e dei suoi eventi. Abbiamo bisogno che i leader e tutti coloro che hanno una piattaforma diano priorità alla sicurezza rispetto alla disinformazione, alla politica irresponsabile e al profitto».

Charlie Kirk lascia in eredità un movimento giovanile conservatore rafforzato, ma anche una lunga scia di parole d’odio che hanno segnato il dibattito pubblico americano. Per i suoi sostenitori sarà ricordato come un martire della libertà di espressione; per molti altri, come il volto sorridente e spietato di una politica che ha fatto della lotta ai diritti civili la sua bandiera.
Trump ha inoltre ordinato che le bandiere americane vengano esposte a mezz’asta in suo onore.