Ci lascia Catherine O’Hara, attrice brillante e icona queer
Indimenticabile il personaggio eccentricamente "queer" di Moira Rose nella fortunatissima serie Schitt's Creek.
La notizia della scomparsa dell’attrice Catherine O’Hara, morta a Los Angeles, dopo una breve malattia, il 30 gennaio 2026, segna un momento di grande tristezza per il mondo dello spettacolo e per il mondo Lgbt+. Attrice raffinata e imprevedibile, ha costruito una carriera capace di attraversare generi diversi senza mai perdere la propria identità artistica; tra i lavori cinematografici che l’hanno resa celebre: Beetlejuice (sul cui set ha conosciuto il marito, lo scenografo Bo Welch); Dick Tracy; Mamma ho perso l’aereo; Nightmare before Christamas; Mamma ho riperso l’aereo e le fortunate serie televisive Schitt’s Creek; Una serie di sfortunati eventi; The Last of Us.
Simbolo di libertà: O’Hara e il legame con il mondo Lgbt+
Per molti spettatori Lgbt+, O’Hara ha rappresentato qualcosa di più di una semplice interprete: era un simbolo di libertà ed emancipazione, infatti soprattutto il personaggio di Moira Rose in Schitt’s Creek è caratterizzato da una particolare sensibilità e ironia che – unite all’eccentricità e alla totale assenza di stereotipi e al rapporto con il personaggio pansessuale del figlio – conferiscono a Moira Rose una temperatura decisamente queer. In molti, ricordano l’intervista rilasciata nel 2020 alla rivista statunitense The Advocate in cui l’attrice ha rimarcato l’importanza dell’accettazione incondizionata per i giovani Lgbt+ con famiglie che non li supportano, esprimendo anche un sentito sostegno alle rivendicazioni di uguaglianza del movimento queer.
Sullo schermo come nella vita pubblica, Catherine ‘O Hara trasmetteva- col sorriso sulle labbra – l’idea che autenticità, ironia, sensibilità e coraggio vadano sempre difesi con personalità e orgoglio anche perché – forse – come ci insegna il filosofo Albert Camus: “Essere diversi non è una cosa né buona né cattiva. Significa semplicemente che sei abbastanza coraggioso da essere te stesso”.