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Ci lascia Gilberto Severini, appartato intellettuale marchigiano che ha raccontato il desiderio omosessuale

Scomparso a 84 anni, il 16 luglio scorso, Severini ha raccontato l’identità omosessuale con riserbo e verità, lasciando una traccia profonda nella letteratura gay italiana.

Ci lascia Gilberto Severini, appartato intellettuale marchigiano che ha raccontato il desiderio omosessuale

Cultura Queer, Memoria

21 Luglio 2025

Di: Claudio Finelli

La notizia della morte di Gilberto Severini è arrivata in silenzio, con la stessa pudica discrezione con cui l’autore ha trascorso gran parte della sua apprezzatissima carriera di scrittore, sempre lontano dalle ribalte e dai riflettori. Eppure, i suoi tanti lettori sanno bene quanto fosse acuto e autentico il suo sguardo sulla vita e gli affetti delle persone Lgbt+.

La particolarità dell’opera di Gilberto Severini  è quella di aver scelto consapevolmente il margine, la discrezione, il dettaglio. Il silenzioso intellettuale marchigiano, nato a Osimo nel 1941,  ha adottato una prospettiva periferica per raccontare l’esperienza omosessuale e, senza mai mirare al facile consenso, ha accompagnato questa scelta con uno stile asciutto e semplice, intriso di malinconia.

Tra le sue opere ricordiamo: Sentiamoci qualche volta, con una nota di Pier Vittorio Tondelli, (Ancona, Il lavoro editoriale, 1984); le raccolte di racconti Fuoco Magico (Ancona, Transeuropa, 1988) e Quando Chicco si spoglia sorride sempre (Milano, Rizzoli, 1998); A cosa servono gli amori infelici (Roma, Playground, 2010) che è giunto finalista al Premio Strega nel 2011 e la sua ultima fatica letteraria, il romanzo Dilettanti (Roma, Playground, 2018).

Severini non è certamente stato un ambasciatore dei diritti e delle rivendicazioni Lgbt+, non ha avuto velleità da  militante,  nelle sue opere era però presente una rigorosa ed effettiva forma di resistenza culturale: il suo modo di raccontare l’amore tra uomini in maniera sincera e scevra di ogni retorica ha un significato che non può essere ridotto a mero compiacimento stilistico.

Oggi, mentre le persone Lgbt+ continuano a lottare per diritti e visibilità, le storie raccontate nei libri di Gilberto Severini sono un esempio prezioso di come si possa narrare in maniera originale ed ironica, con una sorta di sguardo obliquo, la complessità dell’identità omosessuale senza inciampare in luoghi comuni e in facili stereotipi.