icon cerca

Conferenza stampa Napoli Pride 2026: trent’anni di lotte per i diritti e partecipazione popolare

Presentata al Maschio Angioino la trentesima edizione della manifestazione: un fitto programma di eventi, grandi ospiti e il tradizionale corteo del 27 giugno.

Conferenza stampa Napoli Pride 2026: trent’anni di lotte per i diritti e partecipazione popolare

Pride

23 Giugno 2026

Di: Carlo Ditto

Napoli si prepara a vivere una nuova grande giornata di partecipazione, inclusione e rivendicazione dei diritti. Nella suggestiva Sala dei Baroni del Maschio Angioino è stata presentata ufficialmente l’edizione 2026 del Napoli Pride, in programma sabato 27 giugno, con un ricco calendario di eventi culturali, incontri e spettacoli che culmineranno nel tradizionale corteo cittadino e nel grande show finale in Piazza Dante.

L’edizione di quest’anno, che coincide con il trentesimo anniversario del primo Pride napoletano, si propone come un momento di riflessione e mobilitazione sui diritti civili, sull’inclusione sociale e sul contrasto a ogni forma di discriminazione, confermando il ruolo centrale della manifestazione nel panorama nazionale.

Il valore delle istituzioni e la città aperta ai diritti

Durante la conferenza stampa, il sindaco Gaetano Manfredi ha ribadito il valore simbolico e politico dell’iniziativa: «Napoli si conferma una capitale dei diritti, dell’accoglienza e della libertà. Il Pride non è soltanto una festa, ma un momento fondamentale per affermare una visione di città aperta, plurale e democratica, nella quale nessuno debba sentirsi escluso o invisibile».

Sulla stessa linea l’assessora allo Sport e alle Pari Opportunità, Emanuela Ferrante, che ha sottolineato l’importanza storica di questa edizione: «Celebriamo trent’anni di lotte e conquiste di una comunità che ha trasformato la propria voce in cambiamento concreto. Napoli vuole continuare a essere una città che accoglie e protegge, facendo dei diritti un bene comune da difendere ogni giorno».

Ferrante ha inoltre evidenziato il significato del conferimento della cittadinanza onoraria a Franco Grillini, un riconoscimento che celebra una storia di impegno civile ormai parte integrante dell’identità cittadina.

Grande soddisfazione è stata espressa anche dai rappresentanti del Comitato Napoli Pride — Loredana Rossi, Antonello Sannino, Ileana Capurro e Danilo Di Leo —, che hanno evidenziato il valore della rete istituzionale e sociale costruita attorno all’evento e la necessità di continuare a difendere e promuovere i diritti delle persone  LGBTQIA+.

La direzione artistica e i grandi testimonial dell’edizione 2026

Il direttore artistico Diego Di Flora ha presentato il programma dello spettacolo conclusivo che animerà Piazza Dante nella serata del 27 giugno, annunciando una line-up di artisti e ospiti pronti a trasformare la musica e l’arte in strumenti di libertà, inclusione e uguaglianza.

Tra i testimonial dell’edizione 2026 figurano Maria Grazia Cucinotta, BigMama, Leo Gassmann e la madrina solidale La Tarantina, figura simbolo della tradizione dei femminielli napoletani, che quest’anno ha celebrato il traguardo dei 90 anni.

A margine della presentazione, il direttore artistico Diego Di Flora ha raccontato il lavoro che si cela dietro la scelta dei testimonial e l’organizzazione di uno degli appuntamenti più attesi dell’anno.

«La scelta della madrina o del padrino del Pride è sempre molto attenta e ponderata. Cerco artisti che possano rappresentare a 360 gradi l’intera comunità LGBTQIA+. È una decisione che condivido con il Comitato organizzatore, ma che nasce da una precisa visione artistica e culturale», ha spiegato.

Per il trentesimo anniversario del Napoli Pride, Di Flora ha voluto puntare su una formula speciale: «Quest’anno abbiamo idealmente quattro madrin3. Maria Grazia Cucinotta, BigMama e Leo Gassmann rappresentano i testimonial artistici, mentre La Tarantina è la nostra madrina solidale. La sua presenza ha un valore fortemente simbolico perché incarna la storia e la tradizione dei femminielli napoletani e rappresenta idealmente questi trent’anni di Pride. Vederla sfilare nel corteo e salire sul palco sarà sicuramente uno dei momenti più emozionanti della manifestazione».

Il direttore artistico ha inoltre evidenziato le difficoltà organizzative legate alla gestione di più eventi in diverse regioni italiane. «Quest’anno mi sto occupando di tre Pride nel giro di appena quindici giorni: Comacchio in Emilia-Romagna, Napoli in Campania e Siracusa in Sicilia. La sfida più grande è sicuramente quella logistica. Dietro ogni manifestazione lavorano decine di persone che devono essere coordinate e seguite con attenzione. A Napoli riesco a farlo più facilmente perché vivo tra Napoli e Roma, mentre nelle altre città il lavoro è ancora più complesso».

Riflettendo sul significato dell’edizione 2026, Di Flora ha infine sottolineato il valore del percorso compiuto dal movimento partenopeo: «Il claim di quest’anno parte dal 1996 e arriva al 2026. È il racconto di trent’anni di battaglie, conquiste e partecipazione. Io ho avuto l’onore di curare sette edizioni del Napoli Pride, ma il merito va soprattutto al Comitato che in questi anni ha lavorato con impegno e determinazione, contribuendo a rendere Napoli una delle realtà più importanti e organizzate del Pride italiano».