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“Devi cambiare cognome”, perseguita la figlia lesbica: arrestato a Napoli. Arcigay Napoli: “Saremo vicino alla ragazza”

Un uomo di 51 anni è finito in carcere per atti persecutori e maltrattamenti in famiglia. La sua colpa: non accettare l'orientamento sessuale della figlia 24enne. Immediata la solidarietà di Antinoo Arcigay Napoli, che offre supporto legale e psicologico alla vittima.

“Devi cambiare cognome”, perseguita la figlia lesbica: arrestato a Napoli. Arcigay Napoli: “Saremo vicino alla ragazza”

Diritti civili, Omofobia

7 Settembre 2025

Di: Radio Pride

Una violenta escalation di odio e minacce che ha scosso il centro storico di Napoli, culminata con un drammatico tentativo di irruzione in casa e l’arresto di un padre di 51 anni. L’uomo è accusato di atti persecutori e maltrattamenti nei confronti della figlia 24enne, la cui unica “colpa” era quella di essere lesbica.

La vicenda ha avuto inizio in un bar nella zona di Santa Chiara, dove la ragazza lavora. Il padre ha fatto irruzione nel locale urlando e umiliandola pubblicamente con un ordine ossessivo: “Devi cambiare cognome”. Un’imposizione dettata dal suo rifiuto di accettare l’omosessualità della figlia, argomento che, secondo le ricostruzioni, era già stato al centro di ripetute e violente discussioni familiari.

Ma la furia dell’uomo non si è placata dopo la sfuriata pubblica. Qualche ora più tardi, si è presentato davanti all’abitazione dove la ragazza vive con la madre. Ha iniziato a colpire la porta con pugni e calci, urlando minacce di morte se non gli avessero aperto. Barricate in casa, madre e figlia hanno allertato i Carabinieri.

L’intervento di una pattuglia della compagnia Centro, impegnata nei controlli della movida, è stato provvidenziale. I militari sono arrivati proprio mentre il 51enne stava tentando di sfondare la porta. Anche davanti alle forze dell’ordine, l’uomo non ha cessato di minacciare la figlia, confermando un quadro di persecuzione ormai insostenibile. È stato arrestato e trasferito in carcere.

La reazione di Arcigay Napoli: “Sgomenti, ennesimo caso di lesbofobia”

Sull’agghiacciante episodio è intervenuto duramente Antonello Sannino, Presidente di Antinoo Arcigay Napoli, esprimendo piena solidarietà alla vittima. “L’ennesimo, gravissimo episodio di lesbofobia in famiglia che si registra sul nostro territorio ci lascia sgomenti e ci spinge a ribadire con ancora più forza la necessità di un cambiamento culturale profondo“, ha dichiarato Sannino.

L’associazione si è immediatamente mobilitata per offrire aiuto concreto alla 24enne. “Ci mettiamo sin da ora a completa disposizione della ragazza per offrirle tutto il supporto di cui avrà bisogno, sia dal punto di vista umano che legale e psicologico. Nessuna deve sentirsi sola di fronte a tanta violenza“, ha proseguito il Presidente, ringraziando i Carabinieri per la prontezza del loro intervento che “ha evitato conseguenze potenzialmente ancora più tragiche“.

Un fenomeno allarmante: i precedenti nel napoletano

Questo arresto si inserisce in una scia preoccupante di violenza omofoba in famiglia nell’area napoletana. Solo pochi mesi fa, a Ercolano, una coppia fu arrestata per aver sequestrato in casa la figlia 19enne a causa della sua relazione con una compagna trans. Drammatico anche il caso del 16enne di Poggioreale, pestato dal padre a colpi di chiave inglese perché gay.

Proprio in virtù di questo contesto allarmante, Arcigay Napoli ha annunciato l’intenzione di agire legalmente. “Come già avvenuto in altri drammatici casi”, ha concluso Sannino, “Antinoo Arcigay Napoli valuterà di costituirsi parte civile anche in questo processo. La violenza generata dall’omofobia e dalla transfobia è una ferita per tutta la società e intendiamo combatterla in ogni sede possibile”.