Femme: quando la paura di essere se stessi si trasforma in omofobia
Il coraggio di esistere e resistere in una società dove l’odio è ancora in agguato.
Il film Femme segue la vita di Jules, una celebre e fiera drag queen londinese la cui esistenza viene sconvolta da una brutale aggressione omofoba. A compierla è un giovane criminale di nome Preston, supportato dal suo gruppo di amici. L’evento lascia cicatrici profonde, non solo fisiche ma soprattutto psicologiche, portando Jules a ritirarsi dalla scena pubblica e a vivere in un isolamento tormentato.
Mesi dopo, il destino rimescola le carte: Jules riconosce casualmente il suo aggressore in una sauna gay. Si accorge subito che Preston, svestito dai pregiudizi del suo gruppo e ignaro della vera identità del ragazzo che ha di fronte (che non riconosce senza il trucco e i costumi di scena), nasconde una vita segreta. Jules decide quindi di sfruttare l’opportunità per mettere in atto un piano di vendetta calcolato e sottile. Iniziando a frequentare segretamente il ragazzo, si infiltra nella sua vita privata con l’obiettivo di filmare un loro rapporto e distruggerne la reputazione nel suo ambiente criminale e machista.
La narrazione si trasforma così in un tesissimo thriller psicologico. In questo gioco pericoloso dominato dalla mascolinità tossica, i ruoli si confondono continuamente: l’attrazione si mescola all’odio, portando lo spettatore a riflettere sul peso del trauma e sul senso ultimo della rivalsa.

Tra vendetta e ferite comuni
Il film narra la storia di Jules, una nota drag queen che si esibisce con il nome di Aphrodite. Una sera, dopo uno spettacolo, Jules esce dal locale per comprare delle sigarette e si imbatte in un gruppo di ragazzi che iniziano a insultarlo con pesanti termini omofobi. Jules non abbassa la testa e risponde alle offese, ma questo scatena la furia del leader del gruppo, Preston, che lo rincorre e lo picchia brutalmente insieme ai suoi amici.
L’aggressione segna profondamente Jules, che per mesi abbandona le scene, sopraffatto dalla paura. Tuttavia, il destino lo porta a incontrare nuovamente il suo aggressore in una sauna gay. In quel momento, Jules capisce due cose fondamentali: primo, che Preston non lo riconosce senza il trucco da drag; secondo, che Preston vive una vita segreta, nascondendo la propria omosessualità dietro una maschera di violenza e omofobia.
Da qui nasce l’idea di una vendetta calcolata: Jules decide di sedurre Preston e filmare segretamente un loro rapporto sessuale per poi pubblicarlo online, distruggendo così la reputazione di Preston nel suo ambiente criminale e machista. Tuttavia, con il passare del tempo, il piano si complica. Jules riesce a girare il video, ma il legame ambiguo che si crea tra i due lo porta a confrontarsi con una realtà amara: Preston è a sua volta vittima del contesto omofobo in cui è cresciuto, un luogo dove essere se stessi è impossibile.
Il finale è un’esplosione di verità, con il film che si chiude di Jules che racchiude tutta la complessità del loro rapporto con Preston.
Il mio pensiero sul film
Guardando Femme, ho capito quanto sia ancora difficile oggi essere se stessi: molto dipende dal luogo in cui nasci e dal modo in cui cresci. Mi sono ritrovato dalla parte di entrambi i protagonisti, pur dando ragione a Jules nel suo desiderio di giustizia. Non riesco a condannare del tutto Preston, perché è un uomo che vive nel terrore, incapace di uscire da un guscio di omofobia interiorizzata per paura di essere rifiutato dai suoi amici.
Il film descrive perfettamente la realtà odierna, dove, nonostante l’omosessualità sia ormai riconosciuta come naturale da decenni, esiste ancora troppa paura e violenza. La forza di Jules sta nel riprendersi la sua identità, mentre la tragedia di Preston sta nel non aver mai avuto il coraggio di cercarla.

“Femme” è una riflessione sulla società di oggi
Questa pellicola è una visione necessaria. Descrive perfettamente la realtà odierna. Sebbene il riconoscimento sociale e giuridico dei rapporti omosessuali abbia raggiunto traguardi importanti, nella società persiste ancora una radicata paura di mostrarsi per ciò che si è veramente.
Il personaggio di Preston è lo specchio di chi reprime la propria natura. Ancora oggi, molte persone vivono soffocando la propria sessualità, e questa repressione muta in un odio profondo e in una rabbia cieca, rivolta tanto verso se stessi quanto verso gli altri. Preston attacca Jules perché quest’ultimo ha il coraggio di essere libero, la stessa libertà che Preston si nega ogni giorno.
Femme ci aiuta a comprendere che la violenza e l’omofobia sono, molto spesso, figlie di un’identità negata. Messaggi del genere sono fondamentali per ricordare che non bisogna mai vergognarsi di chi si è. Accettarsi è l’unico modo per spezzare il ciclo dell’odio; essere se stessi è, oggi più che mai, il più grande e puro atto di resistenza.
Il cast
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Nathan Stewart-Jarrett (Jules / Aphrodite Banks): il protagonista, una drag queen sicura di sé sul palco ma profondamente ferita dall’aggressione, che intraprende un pericoloso percorso di vendetta psicologica.
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George MacKay (Preston): l’antagonista complesso. Leader del gruppo che aggredisce Jules, vive in un ambiente criminale e iper-mascolino per nascondere un segreto tormentato sulla propria sessualità.
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Aaron Heffernan (Terry): nella cerchia di amici di Preston, incarna perfettamente quel contesto di mascolinità tossica da cui Preston non riesce a scappare.
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John McCrea (Toby): uno degli amici più stretti di Jules nel mondo drag, un punto fermo che lo sostiene durante il suo difficile percorso di guarigione.
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Antonia Clarke: nel ruolo di Molly.
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Moe Bar-El: nel ruolo di Ali.