icon cerca

Franco Grillini cittadino onorario di Napoli. E’ la prima cittadinanza onoraria in Italia ad un attivista LGBT+

Il fondatore di Arcigay riceve l'onorificenza dal sindaco Gaetano Manfredi. Un legame profondo con la città, a trent'anni dal primo storico Pride nazionale del 1996.

Franco Grillini cittadino onorario di Napoli. E’ la prima cittadinanza onoraria in Italia ad un attivista LGBT+

Costume & Società, Diritti civili, Memoria

23 Giugno 2026

Di: Carlo Ditto

Storico attivista per i diritti civili e tra i principali protagonisti del movimento LGBTQIA+ italiano, Franco Grillini ha ricevuto oggi un importante riconoscimento da parte della città di Napoli, alla presenza del sindaco Gaetano Manfredi. Tra i fondatori dell’Arcigay, già parlamentare e figura di riferimento delle battaglie per l’uguaglianza e contro le discriminazioni, Grillini ha legato una parte significativa della sua storia politica e associativa a Napoli, città che nel 1996 ospitò uno dei Pride più importanti della storia italiana.

Il legame indissolubile con Napoli

«Mi mancava la cittadinanza napoletana», ha scherzato Grillini durante la cerimonia. «È la prima volta in assoluto che ricevo un riconoscimento di questo tipo in Italia, ed è un primato che va alla città di Napoli».

L’attivista ha ricordato il legame profondo con il capoluogo campano, nato ben prima del Pride del 1996: «A 17 anni partecipai alla grande manifestazione per il Sud in Piazza del Plebiscito. Mi rimase nel cuore l’idea di tornare qui per una grande iniziativa. Allora si parlava di diritti sindacali, anni dopo tornammo con la battaglia per i diritti civili».

Diritti civili e sociali sono una battaglia unica

Secondo Grillini, diritti civili e diritti sociali non possono essere separati. «C’è chi vuole metterli in contrapposizione, ma sbaglia. Quando una persona vive e lavora, la sua identità si intreccia inevitabilmente con la sua vita quotidiana e professionale. Sono la stessa cosa».

Ripercorrendo la storia del Pride del 1996, Grillini ha sottolineato il carattere rivoluzionario di quell’evento: «Fu una cosa straordinaria. La città vide sfilare migliaia di gay, lesbiche e persone transgender in un momento in cui fare coming out era ancora molto difficile. Napoli accolse il Pride nazionale e decine di migliaia di persone parteciparono alla manifestazione».

Da allora, ha spiegato, la situazione è cambiata radicalmente: «Nel 1996 il Pride era praticamente solo a Napoli. Oggi in Italia si organizzano oltre settanta Pride. Se qualcuno allora ci avesse detto che nel 2026 ci sarebbero stati così tanti appuntamenti, avremmo pensato alla fantascienza».

L’evoluzione del Pride e le sfide di oggi

Per Grillini, la trasformazione del Gay Pride in Pride rappresenta un’evoluzione importante: «Da un lato mi dispiace un po’ aver perso la parola “gay”, ma dall’altro significa che è diventata una manifestazione inclusiva, aperta a tutta la popolazione e a tutte le persone che vogliono difendere libertà, laicità e diritti».

Nel corso dell’intervista, Grillini ha anche criticato duramente le posizioni del generale Roberto Vannacci: «Quando sostiene che le famiglie omogenitoriali non siano vere famiglie, si arroga un diritto che non gli compete. Oggi le famiglie italiane sono molteplici e diverse. Dire che esiste un solo modello familiare significa ignorare la realtà del Paese».

L’attivista ha espresso preoccupazione per l’attuale clima politico italiano: «Negli ultimi anni l’Italia ha avuto un governo che ha promosso misure e narrazioni conservatrici. Penso, ad esempio, alle polemiche sulla cosiddetta “ideologia gender” nelle scuole. Sono accuse che sentiamo da decenni e che non hanno alcun fondamento». Guardando alle nuove generazioni di attivisti, Grillini riconosce una forte attenzione all’inclusività e al linguaggio: «L’obiettivo è permettere a tutti di riconoscersi nelle parole e nei diritti. Come in ogni movimento esistono sensibilità diverse, ma l’intenzione di fondo è positiva».

Infine, il fondatore di Arcigay ha lanciato un appello in vista del Napoli Pride 2026: «I diritti non sono conquistati per sempre. Possiamo fare passi indietro, come dimostrano diversi fenomeni internazionali. Per questo è fondamentale che la società continui a mobilitarsi. I Pride rappresentano oggi una grande manifestazione popolare che coinvolge milioni di persone e che deve essere valorizzata come uno strumento di difesa della libertà, dell’uguaglianza e della democrazia. C’è ancora molto da fare», ha concluso Grillini. «Molte riforme e molte leggi aspettano di essere approvate. La battaglia per i diritti continua».

Il sostegno del Sindaco Gaetano Manfredi

Il Sindaco Gaetano Manfredi, intervenuto in conferenza, ha aggiunto:

«Credo che il Pride sia molto importante. Ci sono sempre stato e continuerò a esserci, perché ritengo che la difesa dei diritti rappresenti uno dei fondamenti della democrazia. Il Pride è un momento estremamente importante per la democrazia del nostro Paese. Lo è ancora di più a Napoli, una città che è sempre stata aperta, inclusiva, una città nella quale la diversità rappresenta un grande valore. Questo ruolo della nostra città è qualcosa che difendo e che voglio continuare a valorizzare. È particolarmente importante nei tempi che stiamo vivendo, che sono tempi complessi e difficili. Credo inoltre che i diritti civili non possano essere separati dai diritti sociali. Condivido pienamente questa impostazione: i diritti civili e i diritti sociali, insieme, definiscono la qualità della nostra democrazia. Non possiamo dividere queste due dimensioni. Un fronte progressista che voglia coinvolgere la maggioranza del Paese deve saper tenere insieme i diritti sociali e i diritti civili, costruendo una proposta politica capace di rispondere sia alle esigenze di libertà e uguaglianza sia alle questioni economiche e sociali».

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Radio Pride (@radiopride.lgbt)

L’omaggio di Antonello Sannino: “La tua storia coincide con la nostra liberazione”

L’introduzione al riconoscimento della cittadinanza onoraria per Franco Grillini è stata affidata ad Antonello Sannino, Presidente di Antinoo Arcigay Napoli e primo promotore della proposta. Durante la sua commossa laudatio, Sannino ha affermato:

«Oggi, in questa meravigliosa Sala dei Baroni, non siamo qui per celebrare un freddo monumento, ma per abbracciare un uomo che non è mai stato fermo un attimo nella sua vita e che ha scritto la storia della nostra liberazione. A trent’anni dalla geniale e coraggiosa intuizione di portare il Pride a Napoli nel 1996, scuotendo l’intero Mezzogiorno, celebriamo un traguardo storico per cui ringraziamo le istituzioni cittadine e la rete associativa: la prima cittadinanza onoraria in Italia riconosciuta a un attivista LGBTQIA+. Quando c’era soprattutto buio, vergogna e lo stigma dell’AIDS, tu non ti sei mai voltato dall’altra parte, accendendo il faro della speranza e mettendoci il corpo, la voce e l’intelligenza politica. Oggi ti restituiamo l’amore immenso che ci hai dato: come si augurava per se il grande  Lucio Dalla, ti facciamo un’iniezione di napoletanità. Da oggi sei ufficialmente napoletano, anche se nel cuore della nostra comunità lo sei sempre stato».