Il Ddl Zan potrebbe ripartire dall’Europa
La Commissione Libe approva la Direttiva sulle Vittime di reato che riprende l'articolo 6 del testo affossato al Senato nel 2021. Zan: "Una risposta al vergognoso applauso del centrodestra, ora tutele per milioni di persone".
Il Ddl Zan, la legge contro l’omotransfobia naufragata tra le polemiche nel 2021, potrebbe ripartire da Bruxelles. A darne notizia è lo stesso Alessandro Zan attraverso i suoi canali social.
Il voto in Commissione Libe
Il passo in avanti è avvenuto all’interno della Commissione Libe (Libertà civili, giustizia e affari interni) del Parlamento Europeo, che ha dato il via libera alla nuova Direttiva Vittime di reato. Un testo fondamentale, pensato per rafforzare a livello comunitario i diritti e le garanzie di chi subisce violenze o discriminazioni.
Secondo quanto sottolineato dal deputato dem, la direttiva non si limita a principi generali, ma porta con sé un “pezzo” nevralgico della sua proposta di legge: «In particolare, la direttiva riprende l’art.6 del ddl bocciato nel 2021 al Senato», spiega Zan. L’articolo in questione, nel testo originale italiano, era quello dedicato all’istituzione della Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, e alla promozione di iniziative di sensibilizzazione, specialmente nelle scuole, per prevenire e contrastare i pregiudizi e discriminazioni, in particolare quelle motivate da orientamento sessuale e identità di genere, ma non solo.
Cosa succede ora?
L’approvazione in Commissione è solo il primo, cruciale, step. La Direttiva, che introduce «tutele concrete per tutte le vittime di reato», dovrà ora affrontare lo scoglio del voto in sessione plenaria al Parlamento europeo.
Se il testo dovesse passare in via definitiva, l’impatto sul nostro ordinamento sarebbe diretto. L’approvazione di una direttiva europea impone infatti ai 27 Paesi dell’Unione di adeguare le proprie legislazioni nazionali per recepirne i principi. In sintesi: ciò che è uscito dalla porta del Senato italiano, potrebbe rientrare dalla finestra del diritto comunitario, costringendo il Parlamento a legiferare in materia.
La stoccata al centrodestra
Nel suo annuncio, Alessandro Zan non rinuncia a un duro attacco politico, ricordando una delle pagine più controverse della passata legislatura: la bocciatura della tagliola al Senato che affossò la legge, accolta dalle esultanze dei banchi della maggioranza.
«Quello che nel nostro Paese il centrodestra ha fermato con un applauso vergognoso al Senato, oggi si fa strada in Europa», ha dichiarato Zan, trasformando la rabbia di quel momento in una prospettiva futura: «Con la possibilità di diventare protezione reale per milioni di persone».
Una partita, dunque, che si sposta da Roma a Strasburgo, ma che promette di riaccendere il dibattito sui diritti civili nel nostro Paese.