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Insulti omofobi a Fiumicino nel giorno dei 10 anni della legge sulle Unioni civili, Cirinnà: “L’Italia è ferma all’età della Pietra“

Il diverbio nella sala lounge dell’aeroporto ha coinvolto il senatore di Fratelli d’Italia Roberto Menia e una coppia gay

Insulti omofobi a Fiumicino nel giorno dei 10 anni della legge sulle Unioni civili, Cirinnà: “L’Italia è ferma all’età della Pietra“

Omofobia

5 Giugno 2026

Di: Francesca Saccenti

“Oggi bisognerebbe festeggiare i dieci anni dall’approvazione della legge sulle Unioni civili e invece si assiste ancora una volta a un episodio omofobo. Siamo più indietro dell’età della Pietra. Chi siede in Parlamento vive in un mondo che si fonda sull’archeologia storica”. Monica Cirinnà, la senatrice che ha firmato la norma sulle Unioni civili entrata in vigore il 5 giugno del 2016, raggiunta dai microfoni di RadioPride si sofferma su quanto successo nell’area lounge dell’aeroporto di Fiuminicino dove una coppia omosessuale è stata insultata dal parlamentare di Fratelli d’Italia, Roberto Menia. 

I due ragazzi sono seduti a un tavolino, parlano in videochiamata con degli amici scambiandosi carezze e abbracci. La scena colpisce il senatore che si avvicina e dice: “Ora basta, le effusioni fatele a casa vostra. Questo è un posto pubblico, non potete fare quello che volete”. Intervistato dalle agenzie di stampa l’onorevole ha dichiarato che si trattava di maleducazione, di un semplice gesto di mancanza di galateo, e non di una reazione omofoba: avrebbe fatto lo stesso anche nei confronti di una coppia etero. A intervenire durante l’acceso diverbio Luca Pirondini, che si trovava in quel momento nella sala d’attesa. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato ha preso le difese dei ragazzi: ”Gli ho detto che non doveva permettersi, l‘omofobia nel nostro Paese non è ammessa”.

L’età della Pietra

“Siamo ancora a questi livelli. Un senatore di Fratelli d’Italia si irrigidisce e risponde in malo modo a una coppia gay che si tiene per mano. La politica e la maggioranza sono immobili, mentre l’Italia è avanti nel riconoscere pari dignità ai singoli individui e alle famiglie. Chi siede nelle aule ha ancora una visione oscurantista – spiega Cirinnà -. Siamo rimasti bloccati alla legge sulle Unioni civili, mentre nel resto d’Europa molti Stati hanno approvato il matrimonio egualitario”. Per l’ex senatrice del Partito democratico il problema non è solo circoscritto alle tematiche della comunità lgbtqia+, ma riguarda tutti i diritti civili, facendo riferimento al ddl Bazoli che è stato ‘congelato’ il 3 giugno quando l’Aula di Palazzo Madama ha approvato una questione sospensiva con 88 voti favorevoli e 59 contrari. “Basta pensare a quello che sta accadendo sul fine vita, la maggioranza di destra ha pensato di rispedire in commissione un testo per dare dignità nella morte a persone in condizioni irreversibili, un disegno di legge che ricalcava semplicemente la pronuncia della Corte costituzionale – continua -. L’intento è quello di affossarlo. Il mio pensiero va anche alle difficoltà della comunità trans e al problema del riconoscimento dei bambini arcobaleno. Non esiste la possibilità per le coppie omogenitoriali di adottare un figlio, a meno che non si tratti di genitori eterosessuali sposati da almeno tre anni. Ci sono 15mila bambini/e nelle case famiglie italiane, eppure questo governo si lava la bocca con Dio, patria e famiglia. La verità è che non fa niente né per Dio, né per la patria, né per la famiglia”.