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Venezia celebra Kim Novak: Leone d’Oro alla carriera per la diva di Vertigo

L’attrice di Vertigo riceve il Leone d’Oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia. Le parole di Guillermo del Toro, Alberto Barbera e la commozione di Novak sul palco.

Venezia celebra Kim Novak: Leone d’Oro alla carriera per la diva di Vertigo

Cinema e tv, Cultura Queer, News

2 Settembre 2025

Di: Nicola Garofano

La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia ha reso omaggio a una delle icone assolute del cinema hollywoodiano: Kim Novak. L’attrice statunitense, indimenticabile protagonista de La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock, ha ricevuto il Leone d’Oro alla carriera nel corso dell’82ª edizione del festival, accolta da un’ovazione di otto minuti. La decisione di assegnare il riconoscimento è stata presa dal Cda della Biennale su proposta del direttore Alberto Barbera, che ha ricordato come Kim Novak sia stata «una diva senza volerlo, protagonista di un’intera stagione del cinema hollywoodiano». Barbera ha sottolineato l’indipendenza e l’anticonformismo dell’attrice: «Costretta a cambiare nome e aspetto dall’industria degli anni ’50, ha saputo mantenere la propria personalità, fondare una casa di produzione, scioperare per ottenere parità di trattamento economico. Con i suoi ruoli ingenui e sensuali, ma anche tormentati e dolenti, ha conquistato registi come Wilder, Preminger e Aldrich. Ma il suo volto resterà per sempre legato a Vertigo, che ha segnato la storia del cinema».

A introdurre la diva sul palco è stato Guillermo del Toro, chiamato a pronunciare la laudatio. Nel suo lungo e appassionato discorso, il regista messicano ha elencato i film e i partner artistici che hanno fatto grande Novak, da Frank Sinatra a James Stewart, da Billy Wilder a Richard Quine, evidenziandone la versatilità: «Kim Novak è stata in grado di rappresentare la fragilità, il potere, il mistero. È eterea e mitica, ma allo stesso tempo immediata, una donna che può essere eroina gotica o semplice figura quotidiana. In ogni interpretazione porta con sé un accenno di dolore e un mistero che non si rivela mai del tutto, rendendo la sua presenza ancora più potente. Il suo talento ha elevato i colleghi, ha nutrito i registi con generosità e coraggio. E ha saputo rallentare, scegliere una vita più intima, senza mai perdere la sua aura. È una delle star più indimenticabili che abbiamo la fortuna di celebrare oggi».

Visibilmente emozionata, Kim Novak, 92 anni, ha ritirato il premio dalle mani del presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco. Nel suo discorso ha ringraziato il pubblico, i genitori e le persone che hanno segnato la sua carriera e la sua vita privata: «Non portatemelo via, mamma mia! È meraviglioso. Io lo ricevo, ma è come se lo steste ricevendo con me, perché io sono voi e voi siete me. Vorrei ringraziare tutti gli dèi, perché hanno scelto il momento più importante della mia vita per donarmi questo premio. Mia madre mi diceva sempre: “Devi dire: sono io il capitano della mia stessa nave”. Credo che tutti noi dobbiamo trovare la nostra voce e usarla». Kim Novak non ha mancato di lanciare un appello politico e civile: «Credo che uno dei motivi per cui sono qui sia ispirare le persone. La libertà, i diritti, la verità contano. Per tutte le democrazie del mondo, dobbiamo unirci, collaborare, essere creativi, trovare modi per guardare a ciò che accade intorno a noi. Troppe vite sono state sacrificate solo per cercare di essere oneste. Dobbiamo fare tutto il possibile per salvare le nostre democrazie». L’attrice ha anche parlato della sua esperienza personale con la bipolarità, sottolineando come l’arte e la pittura siano state per lei una cura fondamentale: «Consiglio a chi soffre di trovare una forma artistica che possa aiutare a esprimersi. Per me è stato vitale».

In occasione del premio è stato presentato fuori concorso Kim Novak’s Vertigo, documentario di Alexandre O. Philippe che ripercorre la carriera della diva, il suo ruolo nel capolavoro di Hitchcock e la scelta di ritirarsi a una vita più intima nell’Oregon, tra pittura e cavalli. Kim Novak, star numero uno al box office mondiale tra il 1958 e il 1960, ha attraversato Hollywood con grazia e forza, restando un’icona di indipendenza e autenticità. Ieri, sul palco del Lido, il suo carisma ha confermato che la donna che visse due volte continua a vivere nel cuore del cinema.