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Kiss of the Spider Woman: Jennifer Lopez regina di un musical visionario

Bill Condon firma un musical visionario tra carcere e fantasia: Jennifer Lopez, Diego Luna e Tonatiuh protagonisti di un classico queer senza tempo.

Kiss of the Spider Woman: Jennifer Lopez regina di un musical visionario

Cinema e tv, Cultura Queer

27 Agosto 2025

Di: Nicola Garofano

Da pochi giorni è stato rilasciato il trailer ufficiale del film musical Kiss of the Spider Woman, scritto e diretto da Bill Condon, che segna il ritorno di Jennifer Lopez sul grande schermo in un ruolo che promette di essere iconico. La pellicola, che arriverà nelle sale americane il prossimo 10 ottobre 2025, in Italia non è  stata ancora annunciata la data, è l’adattamento cinematografico dell’omonimo musical di John Kander, Fred Ebb e Terrence McNally, a sua volta tratto dall’omonimo romanzo di Manuel Puig del 1976, già portato sul grande schermo nel 1985 da Héctor Babenco con William Hurt (Oscar come Miglior attore per la sua interpretazione), il grande Raul Julia e la straordinaria Sonia Braga.

Ambientato in un carcere sudamericano, il film racconta l’incontro tra Valentín Arregui (interpretato da Diego Luna), rivoluzionario marxista imprigionato per le sue idee politiche, e Luis Molina (Tonatiuh), un vetrinista incarcerato per atti osceni in luogo pubblico con un uomo. Costretti a condividere la stessa cella, i due uomini sono totalmente diversi: uno pieno di ideali politici con il sacrificio per la causa, l’altro si rifugia nelle fantasie e nel cinema, per sopravvivere all’orrore del carcere. Molina racconta e reinventa vecchi film hollywoodiani della sua diva preferita, Ingrid Luna (un alter ego interpretato da Jennifer Lopez), fino ad arrivare al racconto mitico della Donna Ragno, femme fatale che uccide con un bacio.

Dietro la loro convivenza forzata si nasconde però un inganno: Molina è stato collocato nella cella di Valentín per carpirne informazioni, come dimostra il patto segreto con il direttore del carcere (Bruno Bichir). Nonostante la sua apparente leggerezza, tra compromessi e bugie, Molina diventa lentamente il tramite per un’improbabile intimità, mescolando realtà e finzione attraverso i suoi racconti.

Per Jennifer Lopez, che veste i panni di Ingrid Luna e della misteriosa Donna Ragno, il film rappresenta la realizzazione di un sogno coltivato per anni, che ha dichiarato: «Ho sempre desiderato interpretare un musical e farlo con una storia che parla di amore, comunità e accettazione, in questo momento storico, è stata un’occasione unica».

Sul grande schermo la popstar si divide in tre incarnazioni: la diva cinematografica adorata da Molina, l’eroina tragica dei film immaginati e la fatale Donna Ragno, simbolo di desiderio, ambiguità e potere. Un triplice ruolo che la consacra come figura incredibile, capace di dominare le sequenze musicali con costumi spettacolari e coreografie visionarie.

Ripensando alle passate versioni del romanzo e del musical, Molina è stato spesso definito “omosessuale”. Ma Puig rifiutò da subito quest’etichetta, citando lo studioso Theodore Roszak: «La donna che ha più bisogno di liberazione è quella che ogni uomo tiene rinchiusa nelle segrete della propria psiche».  Infatti, nell’aprile del 1979, Puig rilasciò un’intervista a Ronald Christ per la rivista americana Christopher Street in merito alla recente pubblicazione in inglese de Il bacio della donna ragno, e a una domanda Puig rispose: “Non la definirei una storia d’amore omosessuale. Ci sono solo due uomini in quella cella, ma è solo in apparenza. In realtà ci sono due uomini e due donne”, citando poi Roszak. In un’ottica contemporanea, Molina sarebbe letto come una persona potenzialmente trans non binaria, ma ciò che conta nel film è la fluidità: un’identità che sfugge ai confini e si definisce attraverso la relazione con Valentín.

Condon segue la lezione di Terrence McNally, autore del libretto del musical, mantenendo volutamente un alone di ambiguità: invece di spiegare troppo, lascia allo spettatore la libertà di immaginare. A rendere il tutto tangibile sono le sequenze oniriche, in technicolor, dove Molina trasfigura la realtà in numeri musicali ispirati alla Hollywood degli anni ’60, con Lopez nei panni di diva, amante e donna ragno.

Condon mescola il grigiore carcerario con la brillante evasione dei sogni a colori di Molina. Le scene musicali, barocche e pop, ricordano l’estetica di Pedro Almodóvar, senza perdere la classicità delle grandi produzioni MGM. È in questo contrasto che il film trova il suo cuore: la prigione diventa teatro di un’evasione mentale che è allo stesso tempo rifugio, inganno e verità emotiva.

Il regista non è nuovo a queste operazioni: dopo Gods and Monsters e Dreamgirls, torna al musical per raccontare un intreccio di marginalità, resistenza e identità queer.

Presentato in anteprima al Sundance Film Festival 2025, il film ha diviso la critica: da un lato, chi lo ha definito “disuguale ma affascinante”, dall’altro chi ha elogiato la performance di Lopez e la forza della visione di Condon. In un panorama segnato da titoli come Wicked ed Emilia Pérez, Kiss of the Spider Woman si distingue come un musical atipico, sospeso tra melodramma politico e favola queer.

Prodotto anche da Ben Affleck e Matt Damon, girato tra New Jersey e New York nella primavera del 2024, il film non è solo un adattamento, ma un ponte tra generazioni e linguaggi: dal romanzo di Puig al musical di Broadway, dal cinema d’autore degli anni ’80 alla reinvenzione contemporanea.