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Milano accende i riflettori sulla cultura queer: torna il 39° MiX Festival

Dal 18 al 21 settembre la 39ª edizione porta anteprime, ospiti e eventi al Piccolo Teatro Strehler, al Cinema Arlecchino e alla Casa di Quartiere Garibaldi.

Milano accende i riflettori sulla cultura queer: torna il 39° MiX Festival

Cinema e tv, Cultura Queer, News

12 Settembre 2025

Di: Nicola Garofano

Milano si prepara a diventare ancora una volta capitale del cinema LGBTQ+ e della cultura queer. Dal 18 al 21 settembre 2025 torna il MiX Festival Internazionale di Cinema LGBTQ+ e Cultura Queer, giunto alla sua 39ª edizione. Una quattro giorni di proiezioni, anteprime, live show e incontri che quest’anno si muovono sotto un claim chiaro e potente: “ACTION!”. Per la prima volta, oltre agli storici spazi del Piccolo Teatro Strehler e della Casa di Quartiere Garibaldi, il festival approda anche al Cinema Arlecchino, ampliando il cuore pulsante di una manifestazione che non è solo cinema, ma vera e propria esperienza collettiva.

A inaugurare il festival sarà la serata del 18 settembre al Piccolo Teatro Strehler, condotta da Manola Moslehi. Protagonista speciale, Paola Iezzi, che riceverà il Premio More Love, riconoscimento destinato a chi ha saputo dare voce e visibilità alle istanze della comunità LGBTQ+. Nel corso della serata spazio anche alla performance di Italy Bares, progetto artistico e solidale contro stigma e pregiudizi, e all’anteprima italiana di Dreams in Nightmares della regista statunitense Shatara Michelle Ford, presentato alla Berlinale 2025. Secondo film di Shatara Michelle Ford, rielabora il road movie americano plasmandolo in una nuova forma, intima e politica, capace di raccontare la precarietà e la forza delle comunità marginalizzate black, trans e queer. Le tre giovani protagoniste, donne nere e queer, sono alla ricerca di un’amica che diventa un simbolo della ricerca del sé. Le prove che Z, Tasha e Lauren affrontano mettono in discussione le loro priorità, incrinando equilibri personali e convinzioni radicate anche in persone estremamente libere. Tra lirismo e tensione, Dreams in Nightmares è un’ode espansiva e commovente alla famiglia scelta e all’atto radicale di reclamare lo spazio per sognare, e per esistere, in un Paese che tra sogno di libertà e incubo di oppressione flirta sempre più pericolosamente col secondo.

Dreams in Nightmares

Il 21 settembre, sempre allo Strehler, sarà invece Valeria Bruni Tedeschi a chiudere il festival con l’anteprima italiana di Une vie rêvée (Somewhere in Love) di Morgan Simon. Tra i palazzoni grigi della periferia parigina, Nicole (Valeria Bruni Tedeschi) lotta per tenere insieme i pezzi di una vita che sembra sfuggirle: disoccupata, piena di debiti, sola con Serge, il figlio adolescente, e senza prospettive. Ma quando incontra Norah, carismatica proprietaria di un bar, qualcosa si riaccende. Somewhere in Love è un racconto toccante e ironico sulla possibilità di reinventarsi, dove il desiderio, l’amore tra donne e il bisogno di dignità si intrecciano in un percorso di liberazione. Morgan Simon firma un film vibrante e profondamente umano, in cui la rappresentazione queer emerge con forza e tenerezza, e il riscatto sociale passa anche attraverso la riscoperta del proprio diritto alla felicità.

La cerimonia conclusiva, affidata all’ironia di Pierluca Mariti e Simonetta Musitano, annuncerà i vincitori dei concorsi, e vedrà anche l’esibizione live della cantautrice Emma Nolde.

Il cuore del festival resta nei tre concorsi internazionali: lungometraggi, cortometraggi e documentari. Tra i titoli più attesi: A natureza das coisas invisíveis della brasiliana Rafaela Camelo, premiato al Frameline di San Francisco; Cherub, sorprendente esordio di Devin Shears3670 del sudcoreano Park Joon-hoHouse With a Voice delle registe Kristine Nrecaj e Birthe Templin, ritratto sulle Burrneshas albanesi; Niñxs dello spagnolo Kani Lapuerta, otto anni di riprese sulla crescita e la transizione di una giovane ragazza; Fatherhood dei norvegesi Even G. Benestad e August B. Hanssen, sul tema di paternità queer e poliamore.  Non mancheranno poi i corti, come Marina di Paoli De Luca, vincitore a Venezia, o La fille qui explose del duo Poggi-Vinel, metafora animata sulle ansie della Gen Z. Le giurie saranno composte da nomi di rilievo, tra cui Laura Luchetti, Fabio Mollo, Pietro Turano e la fumettista Fumettibrutti.

Cherub di Devin Shears

Come da tradizione, il MiX non vive solo di cinema. Ci saranno workshop, stand up comedy, mostre, live musicali e talk tematici. Tra i momenti clou: la stand-up night “Stand Up, Take ACTION” con La Fay, Annagaia Marchioro, Maura Bloom e Laura Pusceddu; il live delle Moyre e di Alec Temple; il coro queer Checcoro sul sagrato dello Strehler; la mostra “Le Pellicolose” di Simon The Graphic, dedicata a muse e ribelli del cinema. Non mancheranno panel su HIV, sport inclusivo, burlesque e cultura ballroom, con il contributo di sponsor e partner come ViiV Healthcare, McFIT e Lush Italia.

Diretto da Lara Vespari e Federico Manzionna, il MiX Festival conferma il suo ruolo di faro per il cinema e la cultura LGBTQ+. Una rassegna che, da quasi quarant’anni, porta a Milano voci, storie e immaginari che parlano di libertà, identità e diritti, toccando l’universale attraverso lo sguardo queer.

Tutte le proiezioni e gli eventi saranno gratuiti per chi si tessererà all’associazione MIX Milano APS al costo di 20 euro, sul sito ufficiale mixfestival.eu. Dal 18 al 21 settembre, Milano dirà ancora una volta “ACTION!”. Per consultare il programma: https://mixfestival.eu/programma2025