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Morto Camillo Ruini, protagonista del lungo scontro tra Chiesa e diritti LGBT+

Con la sua morte si chiude una stagione della Chiesa che ha profondamente influenzato il dibattito su unioni civili, famiglia e diritti delle persone omosessuali

Morto Camillo Ruini, protagonista del lungo scontro tra Chiesa e diritti LGBT+

Cronaca, News

19 Giugno 2026

Di: Radio Pride

Ci ha lasciato, a 95 anni il cardinale Camillo Ruini, già presidente della Conferenza Episcopale Italiana e figura di spicco della Chiesa cattolica italiana tra gli anni Novanta e i primi Duemila. Ruini è stato tra i principali interpreti, all’interno del mondo ecclesiastico, dell’opposizione al riconoscimento delle coppie dello stesso sesso.

Le posizioni sui diritti Lgbt+ e la famiglia tradizionale

Lo ricordiamo tutti per le sue posizioni profondamente critiche nei confronti del Pride che si svolse a Roma nel 2000 (anno del Giubileo), delle unioni civili, del celebre coming out di monsignor Charamsa e del riconoscimento delle famiglie omogenitoriali. Fu fermo sostenitore di una visione della famiglia fondata esclusivamente sul matrimonio “tradizionale” tra uomo e donna, influenzando a lungo il dibattito pubblico italiano e orientando inevitabilmente il rapporto tra la Chiesa e il movimento Lgbt+.

La fine di un’epoca di conflitti e cambiamenti

La sua scomparsa chiude una stagione molto importante della storia italiana e della storia della Chiesa, una stagione contraddistinta da contrapposizioni e conflitti, una stagione di “rallentamenti” per l’avanzamento dei diritti delle persone Lgbt+ che oggi può e dovrebbe essere letta con il distacco della storia, in un Paese che nel frattempo ha conosciuto importanti cambiamenti sul terreno dei diritti civili, pur mantenendo aperto il confronto tra istanze di uguaglianza e visioni etiche differenti.

Uno sguardo lucido sul cammino dei diritti

Ci resta il compito di guardare a quella storia con attenzione e lucidità: riconoscendo sì il ruolo che Camillo Ruini ha avuto nella Chiesa e nella società italiana ma senza dimenticare o cancellare quanto le sue posizioni abbiano inciso sul lungo e difficile cammino verso il riconoscimento dei nostri diritti.