Tragedia a Pisa, muore dopo un’iniezione illegale di olio industriale: la battaglia del Consultorio Transgenere e l’importanza di denunciare
Regina Satariano, responsabile del consultorio di Torre del Lago, denuncia la morte di Mirella e riceve minacce per il suo impegno contro i "bombaderos". Un appello a rompere il muro di omertà che alimenta un mercato clandestino e letale.
Una donna trans brasiliana di 44 anni, Mirella, è morta a Pisa dopo giorni di dolorosa agonia. La causa, secondo la denuncia che ha dato il via all’inchiesta, sarebbe stata un’iniezione illegale di olio (silicone) industriale, praticata da una cosiddetta “bombadera“. A sollevare il caso è stata Regina Satariano, presidente dell’associazione Consultorio Transgenere di Torre del Lago, da anni in prima linea contro questa pratica pericolosa e clandestina. La sua battaglia per la giustizia e la sua opera di sensibilizzazione, però, le sono costate minacce e intimidazioni.
La tragica vicenda di Mirella inizia il 14 agosto, quando si sottopone all’iniezione praticata da una persona giunta appositamente da Roma. Subito dopo il trattamento, la donna comincia a stare male, a perdere sangue e a soffrire di forti dolori. Per paura, decide di non rivolgersi immediatamente all’ospedale. Solo due giorni dopo, quando le sue condizioni si aggravano drasticamente, viene accompagnata da un’amica al pronto soccorso di Cisanello. Il suo quadro clinico è già disperato: un’infezione estesa le ha causato un’insufficienza respiratoria che si rivelerà fatale. Mirella muore il 18 agosto.

in foto Regina Satariano
Il ruolo cruciale del Consultorio e il coraggio della denuncia
È stata la denuncia pubblica di Regina Satariano, diffusa attraverso i social network, a far scattare le indagini della squadra mobile di Pisa. Senza il suo intervento, la morte di Mirella sarebbe potuta rimanere nell’ombra, un’altra vittima silenziosa di un mercato illegale che prospera sulla vulnerabilità. “Da anni mi batto per far conoscere i rischi di farsi iniettare questo olio,” ha dichiarato Satariano. “L’omertà diventa complicità. Chiediamo giustizia per Mirella e non vogliamo che quanto le è successo si ripeta ancora“.
L’associazione Consultorio Transgenere di Torre del Lago si configura così non solo come un punto di riferimento e supporto per la comunità, ma anche come un presidio di legalità e tutela della salute. L’associazione ha già annunciato che si costituirà parte civile in un eventuale processo, per dare voce a Mirella e a tutte le altre vittime.

L’importanza di denunciare: un appello contro la paura
Il silicone liquido industriale per scopi estetici è vietato in Italia dal 1993, ma la domanda non si è mai arrestata. Molte persone, spesso in condizioni di fragilità economica o sociale, si rivolgono ai “bombaderos” per trattamenti a basso costo, ignorando i rischi mortali. Le sostanze iniettate possono provocare infezioni gravissime, embolie, insufficienze respiratorie e danni permanenti.
L’impegno di Regina Satariano nel far luce su questa realtà le ha attirato minacce. “Ieri ho ricevuto una minaccia non proprio velata per aver sensibilizzato le ragazze trans a denunciare”, ha scritto su Facebook, rendendo pubblico un messaggio intimidatorio. Nonostante questo, ha ribadito la sua intenzione di non fermarsi: “Non mi faccio intimorire… ho fatto solo quello che era giusto fare“.
La sua storia e quella di Mirella evidenziano in modo drammatico quanto sia fondamentale denunciare. La paura delle ritorsioni o delle conseguenze legali spesso impedisce alle vittime di chiedere aiuto, lasciando campo libero a chi specula sulla loro pelle. Rompere il silenzio è il primo, indispensabile passo per smantellare questa rete criminale, salvare vite e ottenere giustizia. Le autorità competenti sono state informate delle minacce e le indagini proseguono, anche grazie al coraggio di chi, come Regina Satariano, si rifiuta di voltarsi dall’altra parte.
