Napoli abbraccia Michael Aspinall: consegnata la Medaglia della Città al Maestro del Belcanto
Il Sindaco Manfredi premia il Maestro Aspinall. Il riconoscimento suggella l'amore viscerale tra il geniale musicologo britannico e la sua città d'elezione.
Si è tenuta nella suggestiva cornice della Sala Giunta di Palazzo San Giacomo la cerimonia di conferimento della Medaglia della Città di Napoli al Maestro Michael Aspinall. Il Sindaco Gaetano Manfredi ha consegnato il prestigioso riconoscimento al musicologo, cantante e attore britannico, che da decenni ha scelto di respirare l’aria di Napoli, facendone la sua patria d’elezione e il palcoscenico della sua vita.
L’iniziativa, nata dall’appassionata proposta di Vincenzo Mighali e sostenuta dall’associazione SUDD, ha visto anche la partecipazione ufficiale del corpo diplomatico del Regno Unito, rappresentato dal Capo della Cancelleria dell’Ambasciata britannica in Italia, Ella Carpenter e dal Console Onorario di Gran Bretagna, Pierfrancesco Valentini di Castromediano. Una presenza istituzionale che suggella il ponte culturale, umano e politico tra la terra d’origine di Aspinall e la sua amatissima città d’adozione.

Il custode del Belcanto e una vita per la musica
L’onorificenza celebra la carriera straordinaria di un artista che ha saputo coniugare il rigore della ricerca musicologica con l’ironia e la maestria tecnica del canto, diventando uno dei più autorevoli custodi e divulgatori della tradizione musicale italiana e napoletana nel mondo. Aspinall è unanimemente considerato uno dei massimi esperti mondiali di Belcanto, un titolo conquistato attraverso una dedizione assoluta che si è snodata su più fronti. Il suo inestimabile contributo alla città si riflette in decenni di indagini storico-musicali, grazie alle quali ha riportato alla luce i segreti e le prassi esecutive della scuola napoletana del Settecento e dell’Ottocento.
Questa profonda vocazione alla ricerca si è tradotta anche nello studio meticoloso di icone assolute come Enrico Caruso, il tenore partenopeo per eccellenza, la cui tecnica e il cui inconfondibile stile sono stati analizzati da Aspinall all’interno di fondamentali collaborazioni biografiche e discografiche. Ma il suo sapere non è mai rimasto confinato nella polvere degli archivi, attraverso un’intensa e appassionata attività di insegnamento, condotta a Napoli così come a Benevento, Roma, Lecce e Trani, il Maestro ha formato intere generazioni di artisti. Allieve che oggi calcano i teatri internazionali portano con sé i segreti della tradizione vocale italiana tramandati dalla sua generosa sapienza.

L’alchimia dei contrasti e un’irriverenza colta
L’unicità artistica e umana di Michael Aspinall risiede in un vero e proprio miracolo alchemico, l’incontro perfetto tra due mondi apparentemente distanti. Nato a Stockport, presso Manchester, nel 1939, Aspinall ha saputo far dialogare l’assoluto rigore accademico e l’humor pungente tipicamente anglosassone con l’irregolarità, l’entropia, il calore vulcanico e l’ironia dirompente di Napoli. Una fusione simbiotica che ha generato una figura senza eguali, capace di leggere la tradizione classica attraverso una lente moderna, irriverente e profondamente colta.
Artista dalla cifra stilistica inconfondibile, è dotato di un animo fieramente queer e di uno spirito libero che ha attraversato e rivoluzionato i palcoscenici di tutto il mondo. Celebri e amatissimi dal pubblico sono i suoi spettacoli en travesti, nei quali ha sfoggiato una formidabile tecnica vocale unita a un’irresistibile vis comica. Indimenticabile, in questo senso, la sua celebre interpretazione di “Sempre libera” da ‘La Traviata’ di Verdi. Nel suo lungo percorso italiano, ha incrociato il proprio genio con quello di giganti assoluti della cultura e dello spettacolo, stringendo sodalizi e collaborazioni storiche con maestri del calibro di Roberto De Simone e Paolo Poli.
Un matrimonio d’anima con Napoli

Nel consegnare la Medaglia, il Sindaco Gaetano Manfredi ha voluto sottolineare l’alto valore civile e culturale della presenza di Aspinall in città, definendo la giornata non solo come la premiazione di un artista di fama mondiale, ma come il ringraziamento a un uomo che ha scelto questa terra con un atto d’amore consapevole. Ha ricordato come il Maestro abbia nobilitato il Belcanto portando l’identità sonora napoletana nei teatri più prestigiosi, consolidando un legame indissolubile che lo rende, a tutti gli effetti, un figlio eccellente della comunità.
Parole che hanno trovato eco nell’emozione del Maestro Aspinall, il quale ha ripercorso il suo lungo rapporto con la città spiegando come Napoli non sia solo il luogo che lo ha accolto, ma la fonte stessa della sua ispirazione. Ha ricordato che all’ombra del Vesuvio la musica non è custodita solo nei musei, ma vive nelle persone e nei vicoli con un’energia introvabile altrove. Il suo lavoro di una vita è stato il tentativo di restituire una parte della bellezza ricevuta, sancendo, come lui stesso lo ha definito, un matrimonio d’anima. Un legame perfettamente riassunto dalla motivazione incisa sulla targa, che ne loda l’immensa, poliedrica, colta e raffinata espressione artistica e la costante dedizione alla valorizzazione del patrimonio musicale partenopeo.

La cultura come infrastruttura civile e memoria viva
Come evidenziato dall’associazione SUDD, oggi Napoli non si è limitata a consegnare una medaglia, ma ha compiuto un atto politico nel senso più alto e nobile del termine. Riconoscere Aspinall significa riconoscere il valore della cultura come bene pubblico, come diritto inalienabile di cittadinanza e come strumento di costruzione della comunità.
Scegliere Napoli, come ha fatto il Maestro, significa accettarne la complessità, attraversarne le contraddizioni, decidere di restare e di costruire. In un tempo in cui tutto si consuma velocemente, la sua traiettoria di vita viaggia in direzione contraria e ostinata: custodire, approfondire, trasmettere. Non si tratta solo di tecnica ed estetica, ma di etica dell’arte e di memoria viva. Tutto questo parla direttamente alla Napoli che ogni giorno prova a tenere insieme le persone, restituendo dignità ai luoghi e alle storie. Perché la cultura non è mai una semplice decorazione urbana, ma la vera infrastruttura civile di un popolo. Questa medaglia lancia un messaggio limpido, testimoniando come Napoli sappia ancora riconoscere chi se ne prende cura davvero. La città, figlia della sirena Partenope, incanta e ammalia per natura e conferma quanto dichiarato dall’Ambasciatrice del Regno Unito durante la consegna: “A Napoli nessuno resta mai straniero per molto tempo”.