icon cerca

Programma Vannacci, la lettera di giuristi e docenti a Mattarella: “Sotto attacco i valori universali”

Nella petizione, pubblicata su change.org, i firmatari chiedono al presidente della Repubblica di condannare il manifesto elettorale del partito Futuro Nazionale

Programma Vannacci, la lettera di giuristi e docenti a Mattarella: “Sotto attacco i valori universali”

Diritti civili, News

25 Agosto 2026

Di: Radio Pride

A meno di 24 ore dalla pubblicazione della seconda parte di “Base Ideologica e Programmatica” (BIP), il piano elettorale messo nero su bianco dal partito Futuro nazionale, capitanato dal generale Roberto Vannacci, arriva l’appello di giuristi e docenti che chiedono in una lettera aperta a Sergio Mattarella di condannare i punti del manifesto. Il testo, che sarà sottoposto ad altri professionisti del diritto, è stato pubblicato su Change.org, la più grande piattaforma al mondo per la raccolta di petizioni online. A promuovere l’iniziativa è il linguista e fondatore del movimento “Tutti per una, l’Italia antifascista per tutti”, Massimo Arcangeli, insieme a Christian Raimo e a scrittori, avvocati ed attivisti per i diritti lgbtqia+. Si legge nel documento che le linee guida rappresenterebbero una “sistematica violazione della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione, che vieta “sotto qualsiasi forma la riorganizzazione del disciolto partito fascista”.

La petizione

“Ci appelliamo al Presidente della Repubblica, in qualità di cittadini, che si riconoscono fermamente nei valori della Resistenza, della democrazia liberale e nei principi fondamentali dello Stato di diritto sanciti dalla nostra Carta Costituzionale – si legge nella lettera – perché anche stavolta, come nelle tante occasioni in cui è intervenuto a difesa dell’Italia democratica e civile, faccia risuonare la sua voce con la ferma condanna dei contenuti della Base Ideologica e Programmatica (BIP) di Futuro Nazionale, in quanto configurano, unitamente alle concrete condotte e alle recenti evidenze pubbliche a essi riconducibili, una manifesta e sistematica violazione della XII Disposizione transitoria e finale della Costituzione, che vieta sotto qualsiasi forma la riorganizzazione del disciolto partito fascista. Già le prime due parti della BIP del partito di Roberto Vannacci, modellata su Alternative für Deutschland (AfD), la formazione politica tedesca di estrema destra che ha visto ultimamente moltiplicarsi petizioni e mobilitazioni perché venga dichiarato fuorilegge, si erano palesate come incompatibili con uno Stato di diritto liberale e democratico. L’azzeramento di importanti conquiste sociali e civili, l’attacco alle minoranze, la discriminazione su base etnica e religiosa, la compressione della libertà individuale e l’intenzione di trasformare in sudditi i cittadini e le cittadine italiane in nome di uno Stato “etico” e ipergarantista, «senza compromessi sugli ideali e con una netta consapevolezza di quali siano i valori non negoziabili (a cominciare dalla difesa della vita dal concepimento alla morte naturale, della famiglia naturale, dell’identità cristiana, della concezione romana del diritto: linee rosse che non possono essere valicate, costi quel che costi)», minano alle basi i valori universali su cui si fonda la nostra democrazia liberale. «Costi quel costi», ad alimentare il senso minaccioso di una polarizzazione e di un’opposizione alla «dissoluzione globalista» che potrebbero determinare in futuro il ricorso alla violenza e alle armi contro chi resisterà all’assimilazione, perché la «popolazione italiana […] già oggi registra un numero impressionante, inaccettabile e non assimilabile di stranieri». A tutto questo si aggiungevano la «linea di assoluta fermezza contro […] l’immigrazione di soggetti caratterizzati da culture incompatibili con i valori fondamentali della nostra civiltà, ritenute una minaccia sia per la sicurezza che per l’identità del Paese»; l’abrogazione delle «leggi bavaglio, come la legge Mancino»; la «dichiarazione formale di accettazione e avvenuta assimilazione alla civiltà greca, romana e cristiana» per chi vuole ottenere la cittadinanza italiana, l’abrogazione dell’«art. 577 bis del Codice penale che ha introdotto il cosiddetto “femminicidio”», la propugnazione di un “patriarcato mediterraneo” «volto alla sottolineatura delle specificità e alla formazione di maschi forti, capaci di dominare le emozioni e le passioni, proteggendo le donne e offrendo se stessi per la costruzione e la difesa della società»”.

La comunità lgbtqia+

“Nella sua terza parte a completamento del disegno di restaurazione autoritaria e di smantellamento dello Stato di diritto perpetrato dal partito di Vannacci – continua la petizione –  la BIP di Futuro Nazionale, nel configurare un insieme di interventi radicali sulle strutture educative, sui diritti civili e sulle libertà fondamentali della persona, evoca in modo inequivocabile i pilastri della dottrina fascista del Ventennio: la demografia come dovere di Stato; l’inquadramento paramilitare della gioventù (con l’educazione militare nelle scuole e il reclutamento ideologico degli apprendenti); l’abrogazione del diritto delle donne di autodeterminazione e di accesso all’interruzione volontaria di gravidanza (Legge 22 maggio 1978, n. 194) e il divieto di somministrazione della pillola abortiva in regime ambulatoriale o domiciliare; la persecuzione delle minoranze (con la proposta di abrogazione delle unioni civili, la restrizione delle adozioni, la censura televisiva delle tematiche LGBTQIA+) e dei comportamenti non conformi all’ordine costituito; il controllo dell’informazione, a ricalcare l’attività di controllo, bonifica culturale e censura preventiva esercitata dal Ministero della Cultura Popolare (MinCulPop) durante il Ventennio”.