Sindaci di Destra “Sposi” a Pordenone: L’Amore è Civile, la loro politica no
Alessandro Basso (FdI) e Loris Bazzo (Lega) annunciano l’unione civile. Ma mentre celebrano i propri diritti, i loro partiti continuano ad affossare quelli delle persone LGBTQIA+.
Il prossimo 27 giugno, il Chiostro di San Francesco a Pordenone diventerà il simbolo di un paradosso tutto italiano. Alessandro Basso, consigliere regionale e sindaco di Pordenone (Fratelli d’Italia), e Loris Bazzo, sindaco di Carlino (Lega), si uniranno civilmente. Una notizia che Radio Pride accoglie con un sorriso per la felicità della coppia, ma con estrema fermezza sul piano politico.
“Siamo più avanti della sinistra” – ha dichiarato Basso. Una provocazione che scuote il dibattito sui diritti civili in Italia. Ma è davvero così? I dati dicono il contrario. Mentre i due sindaci si preparano al fatidico “sì” grazie alla Legge Cirinnà (che i loro stessi partiti hanno osteggiato ferocemente nel 2016), l’Italia precipita nelle classifiche internazionali.
L’Italia dei diritti: ultimi in Europa
Secondo la Rainbow Map 2025 di ILGA-Europe, il nostro Paese è al 35° posto su 49 per la tutela delle persone LGBTQIA+. Con un punteggio fermo al 24%, l’Italia resta l’unica tra i fondatori dell’UE senza il matrimonio egualitario e senza una legge efficace contro l’omobitransfobia, dopo il triste affossamento del DDL Zan.
Il commento di Monica Cirinnà Non è tardata la reazione di Monica Cirinnà, prima firmataria della legge sulle unioni civili: “Sono felice che anche chi ha combattuto questa legge oggi ne usufruisca per tutelare il proprio amore. Ma non dimentichiamo che la destra sta attivamente bloccando ogni progresso per le famiglie omogenitoriali e i percorsi di autodeterminazione”.
A fare eco a Cirinnà è Giorgio Zinno (PD), primo sindaco in Italia a unirsi civilmente nel settembre del 2016, che ha inviato i suoi auguri rilanciando una speranza politica: che questa unione possa diventare “un punto di riferimento per la destra che si è sempre opposta ai diritti delle persone LGBT+“.
Oltre l’ipocrisia
Noi di Radio Pride facciamo i migliori auguri ad Alessandro e Loris. Tuttavia, ci chiediamo: quando la coerenza personale diventerà coerenza politica? Non basta unirsi civilmente per essere “più avanti”; bisogna lottare affinché quel diritto sia accessibile a tutti, senza pregiudizi e senza passi indietro.