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Nessun passo indietro sui matrimoni gay: la Corte Suprema respinge la richiesta di annullare la storica sentenza del 2015

Respinto il ricorso di Kim Davis, l'ex funzionaria del Kentucky che era finita in carcere per essersi rifiutata di firmare licenze per coppie omosessuali.

Nessun passo indietro sui matrimoni gay: la Corte Suprema respinge la richiesta di annullare la storica sentenza del 2015

Politica

13 Novembre 2025

Di: Radio Pride

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha rifiutato di esaminare un appello che mirava a ribaltare la storica sentenza Obergefell v. Hodges del 2015, che ha legalizzato il matrimonio tra persone dello stesso sesso in tutti gli States.

Con una breve ordinanza e senza pubblicare motivazioni, i nove giudici del massimo tribunale americano hanno rigettato il ricorso presentato da Kim Davis, l’ex cancelliera della contea di Rowan, nel Kentucky. La decisione pone fine, per ora, ai tentativi di rimettere in discussione il matrimonio egualitario al livello più alto della giustizia americana.

Il caso di Kim Davis

Kim Davis divenne un simbolo nazionale dell’opposizione religiosa ai matrimoni gay nel 2015. Dopo la sentenza Obergefell, si rifiutò fermamente di rilasciare licenze matrimoniali a coppie dello stesso sesso, citando le sue convinzioni religiose e la “autorità di Dio”.

Il suo rifiuto di obbedire a un ordine del tribunale le costò sei giorni di carcere per oltraggio alla corte. Nel frattempo, altre coppie (sia etero che omosessuali) riuscirono a ottenere le licenze dai suoi colleghi mentre lei era detenuta.

La lunga battaglia legale è proseguita negli anni. Davis è stata condannata a pagare un ingente risarcimento — oltre 360.000 dollari tra danni e spese legali — a una delle coppie a cui aveva negato la licenza, David Ermold e David Moore.

Nel suo appello alla Corte Suprema, Davis non solo contestava il risarcimento invocando la protezione del Primo Emendamento (libertà religiosa), ma chiedeva esplicitamente ai giudici di cogliere l’occasione per annullare completamente la sentenza Obergefell v. Hodges.

La decisione della Corte e il contesto

Sebbene molti osservatori ritenessero improbabile che la Corte accettasse il caso, la comunità LGBT+ americana era rimasta in allerta. La preoccupazione principale derivava dalla maggioranza conservatrice (6-3) della Corte e, soprattutto, dalla storica decisione del 2022 che ha annullato la Roe v. Wade, la sentenza che per quasi cinquant’anni aveva garantito il diritto all’aborto a livello federale.

Quel precedente ha alimentato i timori che la Corte potesse essere disposta a rivedere altri diritti consolidati. Tuttavia, giudici conservatori come Clarence Thomas, che in passato avevano criticato Obergefell, questa volta non hanno espresso dissensi pubblici sulla decisione di non accogliere l’appello di Davis.

A differenza dell’aborto, il matrimonio tra persone dello stesso sesso gode di un ampio e crescente sostegno pubblico negli Stati Uniti. I sondaggi recenti indicano che circa quadi il 70% degli americani è favorevole.

Inoltre, nel 2022, il Congresso ha approvato con un sostegno bipartisan il “Respect for Marriage Act”, una legge federale firmata dal presidente Biden che obbliga tutti gli stati e il governo federale a riconoscere la validità dei matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Il rifiuto della Corte Suprema di lunedì non crea un precedente legale vincolante, ma conferma che, almeno per ora, il diritto al matrimonio egualitario negli Stati Uniti resta in vigore.