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Verso la cittadinanza onoraria di Napoli a Grillini: “Andiamo avanti sulla strada dei diritti lgbtqia+”

Acampora (Pd) “Un momento di grande responsabilità in un anno in cui si celebrano i trent’anni del Napoli Pride

Verso la cittadinanza onoraria di Napoli a Grillini: “Andiamo avanti sulla strada dei diritti lgbtqia+”

Diritti civili, News

7 Maggio 2026

Di: Francesca Saccenti

Franco Grillini, padre della ‘rivoluzione gentile’, non nasconde la sua emozione ai microfoni di RadioPride. Il Consiglio comunale di Napoli ha approvato un ordine del giorno che impegna l’amministrazione a conferire la cittadinanza onoraria a uno dei padri fondatori dell’attivismo lgbtqia+ in Italia. “Il riconoscimento avviene in un momento importante perché il movimento è sotto attacco a livello internazionale e anche nel governo ci sono forze che vogliono farci tornare indietro sui diritti civili – racconta -. La cittadinanza onoraria consolida un dato storico e ci permette di dire che si può e si deve andare avanti sulla strada tracciata dal Pride di Napoli nel 1996. Trent’anni fa”.

La cittadinanza onoraria

A dare la notizia dell’odg è Gennaro Acampora, capogruppo del Pd nell’assemblea civica. “Abbiamo approvato all’unanimità, con l’astensione delle forze di opposizione, la cittadinanza onoraria a Franco Grillini – ci spiega al telefono -. Un momento di grande responsabilità in un anno in cui si celebrano anche i trent’anni del Napoli Pride. Le battaglie per i diritti sono battaglie di civiltà”. Il riconoscimento per Franco Grillini – presidente nazionale di Arcigay dal 1987 al 1998 e già parlamentare alla Camera dei deputati – non è solo una soddisfazione, ma una “medaglia” che corona decenni di attivismo. “Sono molto contento di questo voto del Consiglio comunale perché al di là del fatto personale riconosce una storia. Ho voluto fortemente il primo Pride al Sud (il terzo a livello nazionale dopo quelli di Roma e Bologna)  quando ero presidente di Arcigay nazionale, una gigantesca manifestazione che all’epoca superò qualsiasi aspettativa e previsione – spiega -. Per le vie della città di Napoli il messaggio era molto chiaro: la storia stava cambiando in tutta l’Italia”. “Una notizia che ci riempie di gioia e di orgoglio nata da una nostra proposta al Partito Democratico”, il commento di Antonello Sannino, presidente di Antinoo Arcigay Napoli.

Le leggi lgbt

Dopo il 29 giugno del 1996, dopo quella giornata dell’orgoglio all’ombra del Vesuvio si aprì un varco: fu il segnale che era arrivata la stagione giusta per porre sul tavolo tutte le questioni della piattaforma Lgbt. “Dopo il Pride di Napoli si iniziò a discutere dei registri delle Unioni civili nelle città italiane. Poi ci sono voluti altri vent’anni per avere la legge. Forse è solo un caso che nel 2026 oltre ai trent’anni del Napoli Pride si celebrino i dieci anni delle Unioni civili“, continua Grillini. Quell’ondata arcobaleno per le strade della metropoli – organizzata da Antinoo Arcigay, che da 42 anni resiste sul territorio – fece “in modo che si creassero delle condizioni per una nuova legislazione. Certo una legislazione carente, su questo non c’è dubbio – conclude l’attivista -. Manca in Italia una norma contro l’omotransfobia, per il matrimonio egualitario e una legge che vieti i trattamenti di conversione. Ma non ci fermiamo, andiamo avanti”.