“Voglio solo essere felice così come sono”: brutale aggressione a un 16enne a Gerena (Spagna) per aver indossato un vestito ritenuto indegno
Il giovane è stato accerchiato e picchiato in un luogo pubblico. L'Osservatorio Andaluso contro l'omotransbifobia denuncia l'accaduto e chiede a gran voce che si indaghi per crimine d'odio.
La comunità di Gerena, nei pressi di Siviglia, è sotto shock per un gravissimo episodio di violenza avvenuto ai danni di un adolescente di soli 16 anni. Il giovane è stato vittima di un brutale pestaggio, perpetrato presumibilmente da un gruppo di persone, con un unico, inaccettabile “pretesto”: aver scelto di indossare pubblicamente un vestito ritenuto non aderente al suo genere.
La vicenda è venuta alla luce ed è diventata di dominio pubblico a seguito della diffusione di un video straziante sui social network. Nelle immagini, riprese dalla sorella della vittima subito dopo l’aggressione, si vede il minorenne visibilmente ferito che, tra le lacrime, pronuncia una frase che ha profondamente commosso l’opinione pubblica: «Io voglio solo essere felice così come sono».
Violenza contro l’espressione di genere
L’attacco rappresenta un caso lampante e allarmante di LGTBfobia. La violenza si è manifestata sotto forma di vera e propria punizione fisica contro un ragazzo colpevole, agli occhi degli aggressori, di aver rotto i rigidi ruoli di genere tradizionali. Indossare ciò che si desidera ed esprimersi senza paura è un diritto fondamentale, che in questa circostanza è stato calpestato nel modo più vile.
La gravità dei fatti non si limita alle dolorose lesioni fisiche riportate, ma si estende al crudele accanimento contro un minorenne. Stando alle ricostruzioni, il branco ha utilizzato l’abbigliamento del giovane come scusa per innescare una spirale di insulti e umiliazioni, culminata infine in una violenta aggressione fisica di gruppo.
(A margine dell’episodio, si ricorda un altro recente fatto di cronaca nella regione: l’arresto di tre adolescenti a Siviglia per cyberbullismo omofobo ai danni di un minore con disabilità).
La ferma risposta dell’Osservatorio Andaluso
Di fronte a questo scenario, l’Osservatorio Andaluso contro l’Omofobia, la Bifobia e la Transfobia ha espresso la propria totale indignazione, ricordando un principio fondamentale: la LGTBfobia non scaturisce necessariamente dall’orientamento sessuale o dall’identità dichiarata da chi subisce l’attacco, ma dall’odio cieco degli aggressori verso qualunque forma di diversità che si discosti dalla cosiddetta “norma”.
L’Osservatorio si è messo a totale disposizione della famiglia per fornire tutto l’accompagnamento psicologico e legale necessario in un momento di così forte vulnerabilità. È stato, inoltre, rivolto un appello formale alle autorità competenti affinché i fatti vengano indagati con la chiara premessa del crimine de odio.
Tutta la solidarietà va al giovane di Gerena e alla sua famiglia. Come ricorda l’Osservatorio, sconfiggere la LGTBIfobia non è solo una battaglia di pochi, ma un obbligo morale e civile di tutte le persone libere.