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Schiaffo alla tradizione: vogliono cancellare la “Juta dei femminielli”

ATN rompe il silenzio sulla possibile cancellazione del pellegrinaggio a Montevergine: “Non è folklore, è il nostro diritto a esistere davanti alla Madonna che tutto perdona”.

Schiaffo alla tradizione: vogliono cancellare la “Juta dei femminielli”

Costume & Società, Religione e fede

9 Gennaio 2026

Di: Radio Pride

Il 2 febbraio si avvicina, ma intorno alla Candelora e alla storica Juta dei femminielli regna un silenzio che l’Associazione Trans Napoli (ATN) definisce “preoccupante”. Il rischio che uno dei riti più antichi e identitari del territorio campano possa non svolgersi è ormai concreto, scatenando la ferma reazione della comunità trans e queer.

Un rito tra fede e identità

La Juta non è soltanto una tradizione popolare, ma un atto di devozione millenario verso la “Mamma Schiavona”, la Madonna che — come ricorda il comunicato — “tutto concede e tutto perdona”. Per ATN, cancellare questo appuntamento significherebbe ferire la memoria collettiva e privare una comunità di un momento fondamentale di riconoscimento e spiritualità.

“La Juta dei femminielli non è folklore, bensì fede vissuta, memoria condivisa e rito tramandato nel tempo. È un momento che incarna valori profondi di identità, rispetto e appartenenza.”

L’appello alle autorità

L’associazione ha rivolto un appello urgente ai vertici religiosi e civili del territorio. Destinatari del messaggio sono l’Abate di Montevergine, Don Riccardo Luca Guariglia, i sindaci di Mercogliano e Ospedaletto, Vittorio D’Alessio e Luigi Marciano, e Don Vitaliano Della Sala.

La richiesta è chiara: garantire che, a prescindere dall’organizzazione logistica complessiva, sia almeno assicurata la celebrazione religiosa nel centro abitato. Questo permetterebbe ai fedeli di rinnovare il proprio gesto di ringraziamento alla Madonna, mantenendo intatto un legame che dura da secoli.

Negare il rito ferirebbe la convivenza civile

In un’epoca segnata da crescenti tensioni e fenomeni di disumanizzazione, ATN invita le istituzioni civili ed ecclesiastiche a non interrompere una tradizione millenaria che, attraverso riti e preghiere, celebra l’unicità e l’inclusione. Si tratta di una giornata attesa non solo dai femminielli, ma da tutte le persone che desiderano affidare la propria devozione alla Madonna che “tutto concede e tutto perdona”.
In un contesto storico segnato da odio, guerre, esclusione e disumanizzazione, la negazione di questo momento di grazia e raccoglimento rappresenterebbe un segnale grave, capace di ferire non solo una comunità specifica, ma il principio stesso di convivenza, rispetto e coesione sociale.

La speranza è che le istituzioni rispondano prontamente, evitando che il 2 febbraio diventi la data di una “tradizione spezzata“.