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Pompei, minore abusato sessualmente negli Scavi archeologici dal custode: “Non guardavo, ero come morto”

“Un fatto gravissimo e scioccante”, le parole del direttore Gabriel Zuchtriegel. "Condanniamo questo orrore", Danilo Di Leo (Pride Vesuvio)

Pompei, minore abusato sessualmente negli Scavi archeologici dal custode: “Non guardavo, ero come morto”

Cronaca, News

16 Settembre 2026

Di: Radio Pride

Si sarebbe finto una guida turistica per avvicinare un diciassettenne e lo avrebbe condotto in una domus romana, chiusa al pubblico, del Parco di Pompei per abusarne. Con questa accusa è finito in manette un custode dello storico sito archeologico patrimonio dell’Unesco, arrestato dai carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata questa mattina a Scafati. L’uomo di 58 anni, il 16 agosto avrebbe afferrato la vittima, uno studente padovano in visita in Campania con la famiglia, costringendo il minore a subire ripetuti atti sessuali. L’operazione è scattata quando le forze dell’ordine hanno proceduto all’arresto dell’uomo – che al momento si trova nel carcere di Vallo della Lucania – gravemente indiziato di violenza sessuale aggravata, in seguito alla denuncia presentata dal giovane. Le indagini si sono avvalse delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, che hanno permesso il processo di identificazione del presunto autore. 

La ricostruzione

Secondo una prima ricostruzione, il ragazzo – dopo aver visitato il sito qualche giorno prima con i genitori – avrebbe scelto di ritornaci per una seconda volta il 16 agosto. Il custode, fingendosi una guida turistica grazie alla divisa che indossava, avrebbe attirato il suo interesse con insistenza proponendogli un tour esclusivo all’interno di un’area non accessibile ai turisti. Arrivati in prossimità della Casa di Ercole (interdetta al pubblico) il cinquantottenne avrebbe mostrato allo studente le chiavi della struttura, insistendo nuovamente sulla possibilità di una visita accompagnata, il ragazzo a quel punto lo avrebbe seguito. «Non guardavo, ero come morto», avrebbe detto il giovane ai carabinieri secondo quanto riporta il quotidiano “La Stampa”.

Il direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel 

“Siamo profondamente rattristati per quello che è successo – ha dichiarato il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel -. Il nostro pensiero va alla vittima del grave episodio di violenza sessuale verificatosi, secondo le indagini, nel sito che, al di là della procedura penale avviata dalla Procura, con la quale collaboriamo in tutti i modi possibili, avrà delle conseguenze anche a livello disciplinare, una volta effettuati tutti i necessari accertamenti interni. Ringraziamo i carabinieri per il lavoro svolto, basatosi anche sul sistema di videosorveglianza del Parco Archeologico, che ha contribuito all’efficacia delle indagini. Si tratta di un fatto gravissimo e scioccante, che per di più è accaduto in un luogo che dovrebbe essere un presidio di umanità e cultura. Valuteremo se costituirci come parte civile in un eventuale processo”, conclude.

L’associazione Pride Vesuvio

«Condanniamo fermamente questo orrore – afferma Danilo Beniamino Di Leo, presidente di Pride Vesuvio, associazione per i diritti lgbtqia+ -. Esprimiamo la più profonda vicinanza alla vittima, offrendo fin da subito totale supporto legale e psicologico. Plaudiamo all’intenzione del Soprintendente di costituirsi parte civile e chiediamo che lo facciano anche il Comune, la Regione, la Città Metropolitana e il Ministero. Come associazione impegnata nel campo dell’antiviolenza, valuteremo ogni possibile intervento in ogni sede».