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Insulti omofobi per il candidato sindaco di Valguarnera

Dagli insulti omofobi contro un candidato sindaco a Valguarnera Caropepe al dibattito sul linguaggio riaperto da Tommaso Cerno: quando le parole smettono di essere neutre e diventano strumenti di potere

Insulti omofobi per il candidato sindaco di Valguarnera

Diritti civili, Omofobia, Politica

12 Aprile 2026

Di: Claudio Finelli

A Valguarnera Caropepe, la campagna elettorale ha mostrato purtroppo il volto più arretrato del dibattito pubblico. Il candidato sindaco Angelo Bruno è colpito da insulti omofobi: non critiche politiche, ma attacchi personali legati al suo orientamento sessuale. Storie già viste che avremmo preferito non rivedere e che minano la temperatura democratica del confronto politico.
La reazione del candidato è stata netta: nessun passo indietro, nessuna vergogna. E proprio questa fermezza ha reso evidente il punto centrale della vicenda: non si tratta solo di difendere una persona, ma di affermare il diritto di esistere nello spazio del confronto pubblico e politico.

Il caso Tommaso Cerno e il confine delle parole in TV

Questa storia stride ancora di più se messa accanto alle recente domanda retorica di Tommaso Cerno che, sulla tv pubblica, si è chiesto – in relazione ad alcuni manifesti di un’altra campagna elettorale in corso – se  “finocchio” possa essere ancora utilizzato senza necessariamente avere una connotazione offensiva. Un interrogativo strano posto da chi, in passato, è stato bersaglio di consimili insulti e che riapre un nodo delicato: chi decide quando una parola ferisce?

Il peso del linguaggio in politica: un problema culturale di delegittimazione

Perché se da un lato si prova a normalizzare certi termini, dall’altro la realtà dimostra che il linguaggio è tutt’altro che neutro. A Valguarnera, quelle parole — o il loro sottinteso — diventano strumenti di delegittimazione, segnano confini, indicano chi “non è all’altezza”.
Il problema, allora, non è solo lessicale. È culturale. Finché l’identità resta un’arma, ogni tentativo di sdoganare certe espressioni rischia di ignorare il contesto reale in cui vengono usate: quello in cui, ancora oggi, possono ferire, isolare e colpire.
E la politica, se vuole essere davvero spazio di tutti, dovrebbe partire proprio da qui.