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Maria Esposito racconta la sua storia d’amore con Silvia Uras: “Lei mi ha salvata”

Dalle piazze del Napoli Pride e del Vesuvio Pride alla forza di amarsi alla luce del sole: il racconto di una "guerra silenziosa" vinta insieme.

Maria Esposito racconta la sua storia d’amore con Silvia Uras: “Lei mi ha salvata”

Cinema e tv, Cultura Queer, Pride

3 Gennaio 2026

Di: Radio Pride

Il 2026 si apre con una potente dichiarazione d’amore e di libertà. Maria Esposito, celebre per il ruolo di Rosa Ricci in Mare Fuori, e la cantante e influencer Silvia Uras hanno ufficializzato la loro relazione. Un annuncio arrivato dopo un lungo percorso interiore, dove il coraggio trovato nelle piazze dell’orgoglio LGBTQIA+ ha giocato un ruolo determinante.

Maria Esposito: “Lei mi ha salvata”

L’attrice napoletana ha condiviso un messaggio di rara onestà, confessando quanto sia stato difficile abbattere le proprie barriere: “È stato difficile superare le paure che avevo dentro. È stato difficile trovare quel coraggio che mi mancava. È stato difficile riaprire il mio cuore“. Maria racconta di un passato vissuto sulla difensiva: “Prima di lei ero fredda, strafottente, chiusa in me stessa. Mi proteggevo così, facendo finta di non aver bisogno di niente e di nessuno“. La svolta è arrivata scegliendo di dare priorità ai propri sentimenti: “Ci ho messo un anno e quattro mesi per fregarmene di tutto e di tutti e iniziare a pensare solo a me, a noi. Per smettere di scappare. Per restare“. Il messaggio social si chiude con una dedica che non lascia spazio a dubbi: “Non c’è niente che possa salvarti più dell’amore. Lei mi ha salvata!“.

Silvia Uras: “Tu eri il mio posto sicuro”

Alle parole di Maria hanno fatto eco quelle di Silvia Uras, che ha descritto la profondità di un legame rimasto a lungo protetto dal silenzio: “Un anno in cui, agli occhi degli altri, sembrava non stesse succedendo nulla… ma dentro di noi c’era una guerra silenziosa. Nessuno vedeva, nessuno sapeva. Solo noi due“. Silvia descrive Maria come il suo rifugio nelle difficoltà: “Quando il mondo pesava troppo e tutto faceva rumore, bastava stare insieme perché tutto scomparisse. In mezzo alla tempesta, tu eri il mio posto sicuro“. La conferma di un impegno costante: “Abbiamo attraversato giorni complicati, dubbi, paure, stanchezza. Ma ci siamo scelte ogni giorno, anche quando era difficile“. E infine, lo sguardo rivolto al nuovo anno: “Il mio 2025 ha un solo nome e si chiama: MARIA“.

Dalle piazze alla verità: la forza dei Pride

Il percorso verso questo coming out pubblico è passato attraverso tappe fondamentali per entrambe. La partecipazione di Maria Esposito al Napoli Pride lo scorso luglio e quella di Silvia Uras al Vesuvio Pride a Castellammare di Stabia a settembre hanno segnato un momento di rottura con il passato.

Vivere l’energia di quelle piazze ha probabilmente fornito alle due giovani la spinta necessaria per trasformare la loro “guerra silenziosa” in un grido di libertà. I Pride, ancora una volta, si sono dimostrati non solo momenti di festa, ma spazi sicuri dove trovare il coraggio di “smettere di scappare” e iniziare finalmente a vivere il proprio amore senza riserve.

 

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