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Roma Pride 2026: “La Repubblica è di chi la abita”. Diritti, Costituzione e Resistenza LGBTQIA+

A 80 anni dalla nascita della Repubblica, l'organizzazione lancia la piattaforma politica, lo slogan. Il manifesto è firmato da Ellekappa. Annunciate le ambassadors: Levante, Francesca Michielin e Margherita Vicario.

Roma Pride 2026: “La Repubblica è di chi la abita”. Diritti, Costituzione e Resistenza LGBTQIA+

News, Pride

30 Aprile 2026

Di: Radio Pride

Il 2026 non è un anno come gli altri per l’Italia. Ottant’anni fa nasceva la Repubblica, un progetto di democrazia fondato sui valori della Resistenza. È proprio da questa eredità che il Roma Pride 2026 decide di far partire la sua carica politica, trasformando la celebrazione in un atto di riappropriazione dei principi costituzionali.

Con lo slogan “La Repubblica è di chi la abita”, la manifestazione del prossimo 20 giugno si scaglia contro l’invisibilità e rivendica un’appartenenza che non accetta più di essere subordinata a concessioni dall’alto.

La Costituzione come scudo

Per il Coordinamento Roma Pride, la Carta Costituzionale non è un reperto da museo, ma uno strumento vivo. In un clima politico nazionale e internazionale segnato da derive illiberali, il richiamo alla libertà, all’uguaglianza e all’autodeterminazione diventa una necessità difensiva.

Il tema politico di quest’anno pone l’accento sulla distanza tra i principi scritti e la realtà vissuta dalle persone LGBTQIA+. Nonostante la Costituzione garantisca dignità a ogni cittadino, la comunità continua a scontrarsi con il mancato riconoscimento dei diritti fondamentali, dalle tutele per le famiglie omogenitoriali alla sicurezza delle soggettività trans e non binarie.

L’attacco ai diritti nell’era Meloni e lo scenario globale

L’articolo analizza il contesto critico in cui si inserisce la parata. Il Roma Pride 2026 punta il dito contro le politiche del governo guidato da Giorgia Meloni, accusato di ostacolare l’avanzamento dei diritti civili e di promuovere una narrazione escludente.

«Tradire lo spirito della Costituzione significa accettare che una parte della popolazione resti invisibile o marginalizzata», ha dichiarato Mario Colamarino, portavoce del Roma Pride.

La preoccupazione non riguarda solo l’Italia, il Pride romano si inserisce in una rete di resistenza globale contro governi (come quelli di Orbán in Ungheria o il ritorno di Trump negli USA) che mettono nel mirino le minoranze di genere per consolidare consensi autoritari.

 

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Il Manifesto di Ellekappa

Una delle novità più significative di questa 32esima edizione è la firma del manifesto ufficiale. È stata infatti Ellekappa, pilastro della satira italiana, a tradurre in immagine lo spirito della manifestazione.

La scelta di un’artista così legata alla cultura civile del Paese sottolinea il legame indissolubile tra il Pride e la lotta politica e culturale più ampia. Il manifesto non è solo grafica, ma una presa di posizione contro il vento regressivo che soffia sull’Europa.

Le ambassadors: Levante, Michielin e Vicario

Il 20 giugno, a guidare la parata tra le strade della Capitale, ci saranno tre icone della musica e dell’attivismo pop italiano: Levante, Francesca Michielin e Margherita Vicario.

Le tre artiste, nominate Ambassadors del Roma Pride 2026, rappresentano una generazione che non separa l’arte dall’impegno sociale. La loro presenza punta a unire le diverse anime della piazza, trasformando la rivendicazione politica in un’esperienza condivisa e corale.