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Torino Pride, Tarantello: “Oggi si scende in piazza per le soggettività marginalizzate”

Protagoniste della parata arcobaleno di sabato 6 giugno Ambra Angiolini, la figlia Jolanda Renga e l’artista Francamente

Torino Pride, Tarantello: “Oggi si scende in piazza per le soggettività marginalizzate”

News, Pride

6 Giugno 2026

Di: Francesca Saccenti

“In Italia abbiamo tutti gli stessi doveri, ma non gli stessi diritti. Le soggettività marginalizzate non vengono tutelate dal governo, per questo motivo scendere in piazza si trasforma in un atto politico: equivale a dire noi esistiamo, siamo visibili”. A pochi giorni dall’aggressione verbale che l’ha vista protagonista – il 2 giugno un uomo in treno le ha rivolto insulti di matrice omofoba, che si sono trasformati in una denuncia per diffamazione – la coordinatrice del Torino Pride Chiara Tarantello presenta la Giornata dell’Orgoglio piemontese. Il claim ’Venti di lotte’ lascia poco spazio all’immaginazione e diventa un grido antifascista e transfemminista. Una decisione che nasce dall’urgenza di raccontare una storia che dura vent’anni e dal tentativo di riflettere sull’ondata nera che sta soffiando per l’Europa. Una tempesta che non ha risparmiato lo Stivale. Secondo l’ultimo rapporto di ‘Ilga’, l’Italia scende ancora di un gradino rispetto al 2025. Si trova alla trentaseiesima posizione su quarantanove per i diritti lgbt. 

“Il nostro è un lungo percorso e parla di soggettività marginalizzate, che abbiamo appoggiato nel corso del tempo – spiega Tarantello -. Nel 2006 il focus principale del Torino Pride era sulla visibilità delle persone lgbqia+, oggi invece il discorso si amplia. Nel periodo storico in cui viviamo è inutile combattere da soli contro l’oppressione sistemica. La nostra comunità non è l’unica a subire le discriminazioni, ma anche le persone con una disabilità o quelle in sovrappeso si trovano costantemente ai margini. Tutti coloro che non rientrano nella ‘norma’”. 

Torino Pride, scatto di Marina Zaia

L’iniziativa, che vede la partecipazione di 23 associazioni di diritti civili (alcune delle quali si occupano di temi come la violenza di genere e la promozione della salute mentale), parte dal parco del Valentino alle 15.30, mentre ad aprire le danze – prima dell’inizio della parata – c’è la rapper e attivista transfemminista, Mc Nill, che attraverso la sua musica porta un messaggio di inclusione (14.30). La manifestazione termina con i discorsi politici in piazza Vittorio. Dal palco tra gli interventi ci sono quelli di ‘Torino per Gaza’, ’Disability Pride’ e ‘MAI Ultimi’, il primo collettivo dell’Università di Torino nato per tutelari i diritti degli studenti con disabilità, disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) e neurodivergenze (come ADHD e autismo). “In Italia siamo rimasti indietro, abbiamo solo la Legge Cirinnà sulle Unioni civili, che ieri ha compiuto i dieci anni dall’approvazione. Nei Paesi Bassi si festeggiano i 25 anni del Matrimonio egualitario – afferma Tarantello a RadioPride -. Non è possibile che le conquiste lgbtqia+ partano dalla magistratura, dai tribunali e non dalle norme approvate in Parlamento”.

Ospiti d’onore

Tra gli ospiti dell’edizione del Torino Pride 2026 c’è l’artista Francamente, che scrive canzoni al femminile. La cantautrice fa parte del progetto musicale transfemminista ‘Canta fino a Dieci’, che si occupa di dimostrare come l’industria discografica continui a prediligere il maschile. Ambra Angiolini – in compagnia della figlia Jolanda Renga (speaker radiofonica) che si è esposta duramente contro il revenge porn – è pronta per fare ballare sulle note del successo ’T’appartengo’ (1994). “Non abbiamo madrine e padrini perchè non siamo Pinocchio! – sorride la coordinatrice -. Non ci piacciono questi termini e queste figure perchè sono molto genderizzate. Il nostro sostegno lo prendiamo dal basso, non lo facciamo calare dall’alto. Ci piace l’idea di avere degli ospiti che condividano la nostra casa”. 

Torino Pride, scatto di Francesco Cardullo

Il corteo passerà anche per il punto nevralgico di corso Vittorio, che ha la forma peculiare di una ‘c’, in modo da permettere più facilmente ai partecipanti che hanno bisogno di tagliare con delle scorciatoie. Le persone con disabilità possono accedere al servizio del City Sightseeing di Torino partecipando alla sfilata a bordo del bus. Dopo lo striscione iniziale è previsto uno ‘spazio morbido di decompressione’, una zona di comfort nella quale le persone neurodivergenti o che hanno semplicemente bisogno di riposare, possono seguire l’evento con il volume della musica ridotto. Si conclude la giornata con il party ufficiale nella discoteca ‘Centralino’, il cui incasso va al sostegno del Pride e degli eventi organizzati durante l’anno. 

“Tante volte ci dicono che facciamo delle carnevalate quando invece portiamo gioia in un mondo dilaniato da guerre e genocidi, e stravolto dal cambiamento climatico – conclude -. La nostra felicità, i nostri colori sono un atto politico, una strada che percorriamo insieme alle soggettività marginalizzate”.

Torino Pride, scatto di Marina Zaia