Usa, verso la stretta dell’amministrazione Trump: stop alle cure di affermazione di genere per i minori
Il procedimento dovrebbe entrare in vigore il 13 ottobre. Le associazioni minacciano battaglie legali
La decisione di non finanziare gli interventi chirurgici di affermazione di genere e i trattamenti ormonali per i minori negli Stati Uniti arriva da un post pubblicato sul social del tycoon, Truth. “Non pagheremo affinché i nostri bambini innocenti si sottopongano a queste pratiche barbare, che causano danni inimmaginabili e irreversibili ai loro corpi giovani”, ha affermato il presidente Donald Trump. Secondo gli oppositori si tratterebbe di una scelta che renderà più difficile l’accesso all’assistenza sanitaria per i minorenni vulnerabili e che ignora le evidenze scientifiche per promuovere un’ideologia anti-transgender. L’entrata in vigore della norma, si legge sulla sezione dedicata alla comunità lgbtqia+ del quotidiano britannico “The Guardian”, è prevista per il 13 ottobre, ma eventuali ricorsi legali da parte delle associazioni potrebbero ritardarla o bloccarla.
Medicaid
Il Medicaid è un programma pubblico sanitario degli States, finanziato congiuntamente dal governo federale e dai singoli stati, che offre una copertura gratuita o low budget per individui e famiglie con un basso reddito e risorse limitate. La proposta di chiudere i rubinetti per i fondi dedicati ai minori – che ricevono le cure per l’affermazione e la transizione di genere – era stata avanzata per la prima volta a dicembre e aveva suscitato quasi 35mila commenti, di cui circa il 90% contrari alla modifica. Ma’ayan Anafi, il consulente legale senior per l’Equità e la Giustizia sanitaria presso il National Women’s Law Center (NWLC), ha affermato che “la norma è pericolosa, mentre la nuova politica dell’HHS (il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti) non segue la scienza, ma serve a promuovere l’agenda anti-transgender di questa amministrazione. Lo stigma è, di fatto, la funzione principale del dispositivo”.
Bloccanti e ormoni
Qualora il provvedimento entrasse in vigore, esisterebbero altre modalità per garantire l’assistenza. I singoli stati potrebbero utilizzare la propria quota di fondi Medicaid – non rimborsata dal governo federale – per coprire le cure di affermazione di genere, mentre individui e organizzazioni potrebbero intensificare le iniziative di mutuo soccorso. Le terapie possono includere bloccanti o ormoni come estrogeni e testosterone e, talvolta, prevedono interventi chirurgici, sebbene questi ultimi siano meno frequenti tra i minori. Comprendono inoltre il monitoraggio medico, come gli esami del sangue per controllare l’andamento della pubertà, e il supporto a bambini e famiglie. Se la nuova normativa dovesse essere approvata, agli assistiti tramite Medicaid e CHIP verrebbe concesso un periodo fino a sei mesi per sospendere gradualmente l’assunzione dei farmaci. “Ogni volta che assistiamo a restrizioni alle cure dettate da motivazioni politiche e ideologiche, sappiamo che a pagarne le conseguenze sono, in ultima analisi, i pazienti”, ha dichiarato Anafi. Nel giustificare la decisione di porre fine a tali trattamenti, l’amministrazione Trump ha messo l’accento sui costi delle cure di affermazione di genere. “I bambini americani non saranno sottoposti a interventi che cambiano la vita a spese dei cittadini in assenza di prove certe di sicurezza e beneficio clinico”, ha dichiarato Emily Hilliard, portavoce del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS), aggiungendo che “i fondi federali per la sanità sosterranno terapie basate su evidenze scientifiche, che tutelano i bambini e mettono al primo posto la loro salute a lungo termine” e che “i contribuenti americani non dovrebbero mai essere costretti a finanziare tali interventi”.