Vannacci contro i diritti della comunità lgbt: svelata la seconda parte del programma di Futuro nazionale
Nel manifesto elettorale stop alla legge sulle Unioni civili e alla “riassegnazione del sesso” per i minori. Prevista l’introduzione di una fascia protetta in tv contro i contenuti “genderisti”
Addio ai contenuti queer sul piccolo schermo nella fascia oraria dalle 6 alle 23 e divieto esplicito di interventi chirurgici di riassegnazione del sesso per i minori, “con previsione di reato universale”. La seconda parte della “Base Ideologica e programmatica”, il manifesto elettorale del partito del generale Roberto Vannacci, “Futuro nazionale”, è stata pubblicata: tra i vari punti vengono attaccate le istanze e le conquiste della comunità lgbtqia+ come le Unioni civili, di cui viene chiesta l’abrogazione. La prima sezione era stata diffusa l’11 agosto ed aveva suscitato numerose polemiche per l’abolizione del reato di femminicidio e l’introduzione del “patriarcato mediterraneo”.
La tv “omosessualista”
Dopo le dichiarazioni del generale, pronunciate qualche mese fa durante la trasmissione “Otto e mezzo”, condotta dalla giornalista Lilli Gruber, Vannacci pone nero su bianco alcuni diktat del manifesto elettorale 2027-2037 contro la causa lgbt. Si legge nel programma, creato dall’ideologo Lorenzo Gasperini, che c’è l’intenzione di stabilire una fascia protetta in tv, dalle 6 alle 23 di sera, eliminando dal palinsesto contenuti “genderisti” e “omosessualisti” per “tutti i media audiovisivi”, in modo da evitare che possano essere guardati dai bambini. Per il mancato rispetto sono previste “sanzioni severe, fino alla sospensione della licenza per le trasmissioni”.
Interventi di riassegnazione del sesso, reato universale
Al centro del programma c’è anche la stretta sul cambiamento di sesso da parte dei minori. “Proponiamo la modifica della Legge 164/1982: divieto esplicito di interventi chirurgici di riassegnazione del sesso e di somministrazione di ormoni cross-sex e bloccanti della pubertà ai minorenni, con previsione di reato universale, indipendentemente dal consenso dei genitori o dei tutori legali – è scritto nel manifesto -. Inoltre, nessun intervento di mutilazione e riassegnazione chirurgica del sesso agli adulti, come la falloplastica, dovrà essere a spese della cassa pubblica e, quindi, del contribuente”.

L’aborto
Strette anche sulla legge 194 del 1978, che riguarda l’interruzione di gravidanza, perché l’aborto “non è un diritto”. Il partito propone la presenza di associazioni pro-life nei consultori e l’obbligo di informazione sul battito fetale. Nel programma viene prevista anche la messa al bando della pillola abortiva Ru486 in regime ambulatoriale o domiciliare. “Ogni bambino innocente che muore nel grembo materno – sostengono – è un fallimento per l’intera Nazione e non, come pare a certa sinistra, una vittoria delle “magnifiche sorti e progressive” (Giacomo Leopardi). L’11 dicembre 1979, alla cerimonia di consegna dei Premi Nobel ad Oslo, Madre Teresa di Calcutta consegnò al mondo che la premiava questo messaggio: “Il più grande distruttore della pace oggi è l’aborto, perché è una guerra diretta – un’uccisione diretta – un omicidio commesso dalla madre stessa”.
Le Unioni civili
Il programma prevede l’abrogazione della legge Cirinnà del 2016, perché il matrimonio rimane l’unico istituto di coppia, “solo la procreazione ha rilievo pubblico”. Per le questioni legate a esempio all’assistenza in ospedale e all’eredità, si tratterebbe di diritti individuali, che non hanno a che vedere con il legame affettivo. “Riporteremo la codifica di quelle facoltà nell’ambito dei diritti dell’individuo, esercitabili da parte di ogni cittadino non coniugato, indipendentemente dalla sua condizione abitativa e dai suoi gusti sessuali, e nei confronti di chiunque, anche dell’amico coniugato”.
Omotransfobia
Nella sezione dedicata a “Valori non negoziabili: demografia, vita, famiglia e identità cristiana”, il partito afferma la sua contrarietà a leggi che introducano il reato “di cosiddetta ‘omotransfobia’, ‘omofobia’ e simili, rilevato che con queste diciture si intenderebbe punire chi, senza usare alcuna violenza fisica, sostiene opinioni per esempio di tipo tradizionale, o comunque diverse da quelle dei padroni della cultura, sul matrimonio, sull’identità di genere, sull’etica sessuale, sulla procreazione, sulle politiche familiari o su qualsivoglia altro tema”.
Le direttive Ue
Sotto attacco anche le politiche di Bruxelles: “L’Italia dovrà rifiutarsi di accettare ed applicare qualsiasi direttiva internazionale (sia essa attuativa dei parametri ESG ONU o di qualsiasi provvedimento “inclusivo” UE), volta alla promozione dell’ideologia woke della cosiddetta ‘agenda LGBT’. La sovranità italiana si evidenzierà anche come sovranità sull’identità; è peraltro una sovranità che non ci viene dall’arbitrio, ma dall’obbedienza a principi realmente superiori: l’oggettività del reale e dei valori fondanti la natura e la civiltà. Principi che non barattiamo con la sudditanza ad alcuna corte di giustizia o organismo internazionale”.
Adozioni e trascrizioni
No alle adozioni per le coppie omogenitoriali (in Italia non è prevista una lette) e per i single. “I figli non si fanno con le intenzioni né con i ‘genitori intenzionali’: il fondamento biologico della generazione nei mammiferi è la presenza di un maschio, di una femmina e di un rapporto eterosessuale. Proponiamo il divieto esplicito di iscrizione e trascrizione negli atti dello stato civile di qualsiasi atto – anche straniero – che attribuisca la maternità di due donne o la paternità di due uomini al medesimo bambino e la garanzia che ogni bambino abbia nel proprio atto di nascita un padre e una madre, nel rispetto della verità scientifica e biologica e del superiore interesse del bambino”.
Il ministero della vita
Nel pacchetto trova spazio anche la proposta di creare un ministero della Vita, della Famiglia naturale e dell’Identità e di fissare al 25 marzo una Giornata nazionale della vita nascente, insieme a un piano per la prevenzione dell’aborto. Prevista anche l’educazione militare nelle scuole e un allargamento del ruolo delle Forze armate sul territorio. Futuro nazionale propone l’introduzione nelle scuole superiori di moduli di “educazione alla difesa e alla sicurezza nazionale”, per far conoscere ai ragazzi il ruolo delle Forze armate e attirarle verso la carriera militare.