SCAFATI. Pride in città, il sindaco Pasquale Aliberti sarebbe pronto a firmare un’ordinanza choc: “Nessuno sfili a torso nudo”.

25/08/2023 SCAFATI. Pride in città, il sindaco Pasquale Aliberti sarebbe pronto a firmare un’ordinanza choc: “Nessuno sfili a torso nudo”.

Se il primo cittadino di Scafati dovesse davvero firmare un atto simile – a tutela di una non meglio specificata esigenza di decoro urbano – arriverebbe persino a minacciare la presa di coscienza mondiale conquistata a fatica, nel 1969, a seguito di una continua lotta democratica spesso bagnata dal sangue oltre che segnata da centinaia di arresti, al termine dei celebri moti di Stonewall, che decretarono la nascita del movimento di liberazione gay a livello universale: era la notte fra il 27 e il 28 giugno 1969 quando la polizia di New York irruppe allo Stonewall Inn, uno dei bar gay più famosi della città. Otto agenti della polizia arrestarono tutti coloro che furono trovati privi di documenti o vestiti con abiti del sesso opposto. Fu l’inizio del movimento di protesta gay che portò poi alla formazione del Gay Liberation Front mentre, nei mesi successivi, nacquero iniziative simili in tutto il mondo occidentale, dalla Gran Bretagna al Canada, passando per Francia, Belgio e Australia. L’anno seguente, il Gay Liberation Front organizzò una marcia dal Greenwich Village a Central Park in commemorazione dei Moti di Stonewall. Si trattò del primo gay pride della storia. Tornando a oggi, purtroppo, non c’è che dire: Aliberti, con la vicina ordinanza choc, compirebbe un atto davvero discutibile. Così come discutibile è finora apparso l’atteggiamento ondivago osservato dal sindaco in relazione al Pride previsto per il prossimo 16 settembre nella “sua” Scafati. Abituato a comunicare quasi tutto tramite i profili social, il sindaco così postava lo scorso 18 agosto su Fb: “Darò il consenso del Comune (poi corretto in sono favorevole) alla manifestazione regionale del Pride, perchè il rispetto della diversità è la prima difesa della libertà”. Eppure, appena tre giorni fa, lo stesso Aliberti dichiarava: “Io non sono omofobo ma amico e rispettoso di tanti omosessuali. Sono però contro l’arroganza di chi pensa di potersi autogestire per le manifestazioni pubbliche senza il supporto di un sindaco e delle istituzioni. Sono contro chi strumentalizza argomenti di questo tipo solo per piazzare una bandierina politica”. Nello specifico, il sindaco avrebbe fatto un brusco e grossolano dietrofront forse per “riavvicinare” alcuni esponenti del proprio elettorato ai quali, a quanto pare, il precedente ok del sindaco al Pride di Scafati non era affatto piaciuto. Nel frattempo, la tensione continua a salire. In via Guercio, a Salerno, è apparsa l’ennesima feroce scritta “Morte ai Froci”. Da qui, il presidente di Pride Vesuvio Rainbow e organizzatore dello Scafati Pride, Danilo Beniamino Di Leo, ha rivolto un accorato appello al sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli: “Sfili con noi, il 16 settembre a Scafati, contro l’intolleranza omotransfobica che diventa sempre più ingombrante nel nostro Paese”.


Salvatore Piro

Salerno “Morte ai froci”

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