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Bologna, l’onda di violenza omofoba che spaventa il centro

Ragazzi pestati per essersi tenuti per mano. Il branco, le indagini e la risposta della città

Bologna, l’onda di violenza omofoba che spaventa il centro

Centri antidiscriminazione, Cronaca, Omofobia

27 Settembre 2026

Di: Radio Pride

Sembra assurdo, eppure nel 2026 passeggiare mano nella mano col proprio ragazzo può trasformarsi in un incubo. È quello che sta succedendo a Bologna, città da sempre simbolo di inclusione e accoglienza, che oggi fa purtroppo i conti con una scia di aggressioni omofobe.

L’ultimo episodio, in zona Porta Mascarella, fa rabbrividire. I due ventinovenni italiani stavano semplicemente camminando incrociando le dita. Un gesto banalissimo che ha fatto scattare l’ira omofoba di un passante (descritto dalle vittime come di origini straniere). Prima sono volati gli insulti, poi l’aggressore si è allontanato solo per tornare con i “rinforzi”, un nutrito gruppo di coetanei tra i 20 e i 30 anni. Si parla di una quindicina di persone. I racconti finiti sui giornali descrivono un gruppo di giovani, perlopiù stranieri, che si è accanito con calci e pugni contro la coppia, lasciando le vittime a terra doloranti. Uno dei due, colpito duramente anche alla testa, è finito al Sant’Orsola con l’ambulanza del 118. Quando i carabinieri del Nucleo Radiomobile si sono precipitati sul posto, il branco si era già dileguato nel nulla. Ora le indagini sono in mano ai militari della stazione Bologna, che sperano di dare un volto agli aggressori.

Non è un episodio isolato: il terrore al Pratello e la fatica di denunciare

Il problema grosso è che non parliamo di un caso isolato. Nemmeno due settimane prima, tra il Pratello e San Felice, un altro ragazzo ha vissuto lo stesso terrore. Prima la solita domandina provocatoria sul suo orientamento sessuale, poi giù botte da una decina di giovanissimi. “Adesso ho il terrore di uscire di casa la sera”, ha ammesso la vittima. Ci ha messo un po’ a denunciare, trovando la forza grazie allo Spazio Cassero: fare questo passo, con addosso barriere e paure, non è mai banale.

La reazione delle istituzioni (in un clima cittadino teso)

La politica si è fatta sentire. Il sindaco Matteo Lepore e il presidente della Regione Michele De Pascale hanno condannato le violenze senza mezzi termini, annunciando che il Comune si costituirà parte civile contro questi crimini d’odio. È una presa di posizione fondamentale in un momento storico in cui il clima in città sembra farsi pesante a più livelli (basti pensare alle recenti lettere di minacce di morte recapitate in Comune proprio a Lepore e Bonaccini). Bologna adesso ha il dovere di tirare fuori i suoi anticorpi. La violenza e l’intolleranza non possono rubare lo spazio pubblico ai sentimenti e alla civile convivenza.

immagine copertina realizzata con AI