Donne per la pace, dall’Iran all’Ucraina
Radio Pride ospita Nataliya Madelyk e Rozita Shoaei per discutere di conflitti, diritti e la lotta di donne e persone LGBTQIA+.
In un mondo dove il fragore delle armi continua a soffocare le voci della libertà, la pace non può essere solo l’assenza di conflitto, ma deve coincidere con la presenza di diritti certi per ogni individuo. In occasione della Giornata Internazionale della Donna, Radio Pride sceglie di accendere i riflettori su chi, nei teatri di guerra e di oppressione, si trova a combattere una doppia battaglia.
Le guerre, infatti, non sono neutre. Se è vero che colpiscono indiscriminatamente, è altrettanto vero che donne e persone LGBTQIA+ diventano spesso i bersagli più vulnerabili di violenze sistematiche, vedendo i propri corpi trasformati in campi di battaglia e i propri diritti basilari svanire sotto il peso di regimi autoritari o emergenze umanitarie.
Gli ospiti della serata
Per approfondire queste realtà, questa sera alle 21.00, saremo in compagnia di due testimoni d’eccezione che rappresentano la resilienza di popoli diversi ma uniti dalla stessa sete di giustizia: Nataliya Madelyk, rappresentante delle Donne ucraine e dell’Associazione donne dell’est, ci porterà la testimonianza di chi vive quotidianamente l’orrore del conflitto nel cuore dell’Europa, mentre Rozita Shoaei, portavoce del movimento “Donna, vita, libertà” e dell’Associazione Culturale Azadi degli iraniani di Napoli, ci racconterà la lotta instancabile per l’autodeterminazione in Iran.
Il ruolo delle donne, ambasciatrici di Pace e di Libertà
Le donne sono state spesso le grandi ambasciatrici della pace, capaci di tessere reti di solidarietà laddove la diplomazia ufficiale ha fallito. Ma la loro ricerca della pace non è mai stata passiva. Lo sappiamo bene noi a Napoli, una città che porta nel DNA il seme della rivolta e dell’autodeterminazione.
Non dimentichiamo che Napoli è stata la prima grande città europea a liberarsi da sola dall’occupazione nazifascista, un’impresa che fu resa possibile proprio dalla spinta propulsiva delle sue donne. Furono le donne napoletane, dalle barricate alle retrovie, a sostenere i combattenti, a proteggere i civili e a gridare per prime il desiderio di libertà, dimostrando che la resistenza è una grande forza collettiva e corale.
Discutere di “Donne per la pace” significa riconoscere che la libertà e l’autodeterminazione dei singoli sono il termometro della democrazia di un Paese. Significa capire come le reti di solidarietà LGBTQIA+ e femminili possono essere un grande argine di difesa della libertà e il primo motore di ricostruzione sociale.
L’evento sarà trasmesso in diretta sui canali social di Radio Pride. Non è solo un incontro, ma un atto di solidarietà per ribadire che non può esserci pace vera senza il rispetto totale dell’identità e della libertà di ciascuna e di ciascuno.
L’appuntamento è per stasera, 10 marzo 2026, alle ore 21.00. Vi aspettiamo per dare voce a chi non smette di lottare.
