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Parigi Pride d’autunno: in piazza per i diritti e contro l’estrema destra alle porte del voto

Tra cortei studenteschi e tensioni sociali, la marcia LGBTQ+ ha sfilato il 3 ottobre dopo il rinvio estivo. L'allarme di attivisti e sinistra: "A rischio i nostri spazi".

Parigi Pride d’autunno: in piazza per i diritti e contro l’estrema destra alle porte del voto

Pride

4 Ottobre 2026

Di: Radio Pride

Nella Francia in pieno fermento per le proteste studentesche, con oltre 700 scuole bloccate e disordini che stanno infiammando le città, sabato 3 ottobre a Parigi è arrivata la parata del Pride. Dopo essere stata cancellata a giugno per il caldo asfissiante, la marcia dell’orgoglio ha colorato le strade di Parigi, trovando una capitale tesa e polarizzata, a pochi mesi dalla corsa per l’Eliseo.

Il corteo a Place de la Bastille e la paura di diventare “i prossimi bersagli”

Da Place d’Italie fino ai concerti di Place de la Bastille, le circa cinquanta associazioni riunite da Inter-LGBT hanno marciato con la testa rivolta alle urne e ai sondaggi che spingono l’estrema destra del Rassemblement National.

Alexandre Schon, portavoce della rete, prima del via non ha usato troppi giri di parole: “Mancano pochi mesi al voto, dobbiamo mobilitarci. Altrove, dagli Stati Uniti al Senegal, i diritti arretrano: potremmo essere noi i prossimi bersagli“. Un timore palpabile, visibile anche nei cartelli dei manifestanti, decisi a non cedere terreno proprio adesso.

Dalla difesa dei locali all’identità di genere: la sinistra scende in strada

Nel corteo si sono visti diversi volti noti dell’opposizione progressista. C’era Emmanuel Grégoire, che ha puntato il dito contro le continue aggressioni ai luoghi di ritrovo della comunità: locali presi di mira, intimidazioni e discriminazioni che impongono una vera protezione e più risorse per le associazioni sul territorio.

Poco distante c’erano l’ecologista Sandrine Rousseau e il leader di France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon, che poco dopo ha ribadito su X la necessità di semplificare le procedure per il riconoscimento dell’identità tramite l’autodichiarazione di genere. Tra slogan duri contro i lepenisti e la solita guerra sui numeri (l’anno scorso 500.000 persone per gli organizzatori contro le 100.000 registrate dalla polizia), Parigi ha celebrato l’eredità di Stonewall con qualche mese di ritardo, ma con un senso d’urgenza decisamente più forte.