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Referendum in corso: ai seggi addio alle code per genere, si vota in ordine alfabetico

Urne aperte per il Referendum costituzionale sulla giustizia. Le grandi novità di questa tornata: i registri elettorali divisi negli scaglioni A-L e M-Z. Dibattito acceso sull'esclusione di 5 milioni di fuorisede.

Referendum in corso: ai seggi addio alle code per genere, si vota in ordine alfabetico

Diritti civili, Politica

23 Marzo 2026

Di: Radio Pride

In queste ore gli italiani sono chiamati alle urne per il Referendum costituzionale sulla giustizia, ma chi si è già recato al proprio seggio ha notato immediatamente un importante cambiamento organizzativo: sono scomparse le tradizionali file separate per sesso.

Con l’applicazione del recente emendamento al Decreto Elezioni, infatti, si sta votando ufficialmente seguendo un unico ordine alfabetico, segnando una piccola ma storica svolta nelle procedure elettorali del nostro Paese. Ma questa non è l’unica novità – né la più discussa – di questa giornata di voto.

Come funziona la nuova divisione ai seggi (A-L / M-Z)

La vera rivoluzione visibile oggi nelle sezioni elettorali è l’abolizione dei cartelli “Maschi” e “Femmine” fuori dalle porte. I registri elettorali sono ora suddivisi in due grandi intervalli, basati sulla lettera iniziale del cognome dell’elettore. Entrando nelle sezioni in queste ore, infatti, i cittadini e le cittadine sono stati indirizzati verso due sole file: la prima è stata dedicata a chi ha un cognome con l’iniziale compresa tra la A e la L, mentre la seconda ha accolto tutti gli elettori e le elettrici con cognomi che vanno dalla M alla Z.

La scelta è stata adottata per una ragione precisa: superare l’obsoleta distinzione binaria e garantire un approccio pienamente inclusivo. Ciò permetterà a chi non si riconosce nel genere assegnato alla nascita e alle persone trans con i documenti non rettificati di poter esercitare il diritto di voto in totale serenità, senza essere esposti a coming out forzati o a situazioni di disagio al momento del riconoscimento. Oltre a tutelare la privacy di ogni cittadino e di ogni cittadina, il nuovo metodo mira a bilanciare meglio i flussi delle code, rendendo le operazioni di smistamento più omogenee e veloci.

Le reazioni politiche: “Un grande gesto di civiltà”

La novità organizzativa, testata su scala nazionale proprio in queste ore, ha generato i primi commenti da parte del mondo politico e delle associazioni per i diritti civili. Tra le reazioni spicca quella di Ivan Scalfarotto, che ha commentato così la giornata elettorale sui propri canali social:

“Per questo #referendum, nei seggi abbiamo visto per la prima volta gli elettori non più divisi tra maschi e femmine ma secondo l’ordine alfabetico. Può sembrare una piccola novità, è un grande gesto di civiltà.”

Il nodo dei fuorisede: 5 milioni di italiani senza voto

Se la nuova divisione alfabetica rappresenta un passo avanti organizzativo e sociale, l’altra grande novità del Referendum sta sollevando forti polemiche. A differenza di alcune recenti sperimentazioni, per questa consultazione non è stato previsto il voto fuori sede.

Si calcola che siano circa cinque milioni gli italiani – tra studenti e studentesse universitarie, lavoratori e lavoratrici e persone in cura lontano dal proprio comune di residenza – che oggi non possono partecipare alla consultazione. Per loro, l’unica possibilità di esprimere il proprio parere senza dover affrontare i costi e i tempi di un viaggio di rientro era riuscire a farsi eleggere come rappresentante di lista nei tempi prestabiliti dalla legge. Un’opzione burocratica complessa che ha, di fatto, tagliato fuori un’ampia fetta dell’elettorato attivo.