Truffa milionaria ed evasione fiscale, Mario Adinolfi agli arresti domiciliari per un sistema di scommesse sportive
“È pericoloso, fugge dalle responsabilità”, le parole del gip di Roma. Pascale: “Pesa di più perché è un uomo religioso”
Mario Adinolfi “è pericoloso e fugge dalle responsabilità”. Usa queste parole il gip di Roma, Giulia Arcieri, nelle venti pagine di ordinanza di custodia cautelare a carico del giornalista e leader del movimento ultraconservatore ‘Popolo della Famiglia’, che da stamattina si trova agli arresti domiciliari con l’accusa di truffa ed evasione fiscale per un sistema di scommesse sportive. Secondo la procura di Roma questo meccanismo avrebbe prodotto un danno economico ai partecipanti per un totale di 5 milioni di euro, somma alla quale si aggiungerebbe l’importo di 400mila euro di evasione dalle tasse. Nel testo si rimarca “la scaltrezza, la pervicacia e la spregiudicatezza nella complessiva elaborazione e attuazione del progetto criminoso, indicativa di una specifica volontà, oltre che abilità, nella movimentazione dei rilevanti flussi di denaro, che evidenziano una spiccata propensione all’occultamento dei flussi reddituali e all’elusione dei controlli dell’amministrazione finanziaria”. Secondo il giudice delle udienze preliminari ci sarebbe anche il pericolo di inquinamento probatorio.
Il sistema di scommesse
L’indagine fa riferimento a un sistema promosso dall’ex concorrente del programma televisivo ‘L’isola dei Famosi’ e giocatore di poker Adinolfi, a partire dal 2005 che assomiglia allo schema Ponzi. Un meccanismo secondo il quale le somme versate dagli ultimi arrivati sono usate per soddisfare le richieste di coloro che hanno aderito in precedenza. Per partecipare a ‘Scommessa collettiva’ era necessario pagare tramite bonifico una quota iniziale che variava dai 3mila ai 10mila euro su conti correnti riconducibili al giornalista. Tra le causali comparirebbero le diciture ‘Quota’, ‘Vip Coppa’ o ‘Cristo Regna’, mentre gli accordi tra le parti avvenivano attraverso messaggi di posta elettronica o conversazioni in chat. La cifra finiva direttamente in un fondo comune ed era usata per le scommesse sportive, gestite direttamente dal giornalista e da un team di esperti, di cui al momento non si hanno notizie. Le vincite sarebbero poi state distribuite ai partecipanti con cadenza trimestrale, mentre su richiesta sarebbe stato possibile ricevere indietro le somme investite dagli utenti. Ma dagli atti dell’inchiesta risulterebbero molte le spese relative a oggetti di lusso o a viaggi alle Maldive e in Egitto incompatibili con le finalità del progetto. A puntare i fari sul sistema nei mesi scorsi la trasmissione ‘Le Iene’ che aveva mostrato le testimonianze di persone che non avevano recuperato il capitale delle giocate o di chi, invece, lo aveva ricevuto solo in parte. Testimonianze che Adinolfi aveva etichettato come diffamatorie.
Francesca Pascale
Sulla vicenda interviene Francesca Pascale, fondatrice del neo movimento politico Gay Conservatori Liberali. L’ex compagna del premier Silvio Berlusconi ha dichiarato in un’intervista all’agenzia di stampa Adnkronos: “Penso che questa vicenda sia molto triste e il fatto che accada a un uomo molto religioso pesa due volte. Anche perché io sono cristiana. Io sono garantista e penso che sulla vicenda si debba esprimere la giustizia”. Pascale ha voluto rimarcare le differenze tra lei e Adinolfi precisando la distanza di ideologia. “Io combatto per i diritti civili e lui si barrica sulla famiglia tradizionale alzando muri di guerra. Le nostre storie politiche sono agli antipodi”. Sul bacio tra lei e Mario Adinolfi durante la parata del Pride di Roma, diventato virale, Pascale aggiunge: “Penso che sia chiaro a tutti che il bacio tra me e lui sia stato una provocazione contestuale, è stato il mio momento ‘Miglio Verde’”.