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Papa Leone XIV all’Eliseo: il duro atto d’accusa contro GPA e fine vita

Il Pontefice interviene a Parigi duramente su temi etici. "Maternità surrogata" ed eutanasia nel mirino.

Papa Leone XIV all’Eliseo: il duro atto d’accusa contro GPA e fine vita

Religione e fede

25 Settembre 2026

Di: A. Sannino

Giunto nella capitale francese per uno storico viaggio apostolico, legato a doppio filo alle celebrazioni per il restauro di Notre-Dame, il Papa ha sùbito dettato la sua linea. E lo ha fatto in un Paese dalle storiche radici cattoliche, ma dove il principio di laicità delle istituzioni repubblicane è avvertito in modo fortissimo, quasi viscerale. L’accoglienza di Macron è stata calorosa, ma Papa Leone XIV non è andato a Parigi per fare sconti e, dal palco dell’Eliseo, ha messo da parte la diplomazia per scagliarsi contro i rischi della manipolazione scientifica.

Il corpo non è un business: no alla “surrogata” e fine vita

Tra  i bersagli del discorso del Papa, anche La Gestazione per altri. Forte il passaggio sulla tutela del diritto alla vita che “costituisce il fondamento imprescindibile di ogni altro diritto umano” e sul rischio di manipolazioni della scienza e della tecnologia che favoriscono la maternità surrogata, l’acquisto di organi e una morte programmata. Non è una novità: già in altre occasioni il Pontefice aveva attaccato la GPA, definendola una mercificazione inaccettabile del corpo e dei bambini.

L’affondo ha toccato sùbito dopo il nervo scoperto del fine vita. Leone XIV ha lanciato un allarme contro il mercato dell’acquisto di organi e l’offerta di una vera e propria “morte programmata”. Per lui la libertà individuale non può portare all’autodistruzione: la tutela della vita resta il fondamento intoccabile di qualsiasi altro diritto umano. Il rischio reale, ha avvertito citando l’enciclica Magnifica humanitas, è che l’umanità si perda in un “paradiso delle macchine”.

Tra accoglienza e paletti sui diritti civili

Questo schema intransigente ricalca la linea che il Papa tiene ormai da tempo su omosessualità, GPA, fine vita e in generale su alcuni temi che riguardano etica e riconoscimenti dei diritti civili dell’individuo. Se da un lato predica un’accoglienza pastorale verso le persone LGBT+, dall’altro alza un muro contro presunte pressioni ideologiche, ribadendo che i desideri del singolo non possono riscrivere le regole naturali della famiglia.

Davanti a un Macron che poco prima aveva chiesto di non legare l’uomo ai semplici numeri per tutelarne i diritti, il messaggio del Papa è risuonato come una forte scossa a tutto l’Occidente ricordando che la vita non si affitta e non si spegne a comando. Eppure questa chiusura così netta presta il fianco a una critica evidente. Alzare barricate dogmatiche sui diritti civili rischia alla fine di trasformarsi in un boomerang allontanando definitivamente la Chiesa da quelle stesse persone, soprattutto le nuove generazioni, con cui a parole afferma di voler dialogare.