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Terapie di conversione e matrimonio egualitario, l’ambasciatore del Messico in Italia Lozano parla dei diritti lgbtqia+

L’attivista ha fatto tappa nella sede dell’associazione Antinoo Arcigay. “Creiamo un ponte tra Napoli e il mio Paese”

Terapie di conversione e matrimonio egualitario, l’ambasciatore del Messico in Italia Lozano parla dei diritti lgbtqia+

News, Omofobia

24 Ottobre 2026

Di: Francesca Saccenti

Viene dal mondo dell’attivismo lgbtqia+, da una terra piena di ferite e di colori che ha dato i natali all’artista Frida Kahlo e accolto la fotografa italiana Tina Modotti. Genaro Fausto Lozano Valencia è l’ambasciatore del Messico in Italia, la sua nomina è politica e ci tiene a precisarlo durante l’incontro che si è tenuto il 24 ottobre nella sede di Antinoo Arcigay Napoli, racchiusa tra i vicoli del Centro storico. Un’investitura che porta la “firma” della presidente del Messico Claudia Sheinbaum Pardo, appartenente al partito di centrosinistra Morena (Movimento di Rigenerazione Nazionale) che dal 2024 stringe le redini del governo. «Vengo dall’attivismo, il nostro movimento istituzionalmente è nato negli anni Ottanta – spiega l’ambasciatore durante la visita negli spazi dell’associazione per i diritti della comunità rainbow -. Negli ultimi 23 anni sono stati fatti numerosi passi in avanti. Abbiamo prima ottenuto la legge sulle unioni civili in Messico e poi il matrimonio egualitario, che è legale in ogni stato. Abbiamo completato il mosaico». 

Crimini d’odio in Messico

Il Messico è una repubblica federale, composta da 31 entità territoriali libere e sovrane e da un distretto rappresentato dalla capitale. Qui l’applicazione delle riforme, come avviene negli Stati Uniti, varia drasticamente a seconda del territorio. Tra i paesi dell’America Latina risulta essere più avanti per quanto riguarda le tematiche lgbtqia+,  ma nonostante il quadro giuridico favorevole il Paese è spaccato soprattutto nelle aree rurali conservatrici. Nel 2026 La Comisión de Derechos Humanos de la Ciudad de México (CDHCM) ha diramato un comunicato stampa con i dati del 2025 elaborati da l’Observatorio de Crímenes LGBTI+, secondo i quali sono stati documentati 115 casi di violenza contro persone appartenenti alla comunità arcobaleno, tra cui 59 omicidi, 34 sparizioni, 16 aggressioni e sei suicidi.

Le terapie di conversione

L’omosessualità non è un crimine dal 1871. Il 26 aprile del 2024 il Senato messicano ha approvato in via definitiva la riforma del Codice penale per vietare e sanzionare le terapie di conversione. La norma punisce chiunque realizzi, impartisca o finanzi sessioni, trattamenti o pratiche che abbiano l’obiettivo di modificare l’orientamento sessuale, l’identità o l’espressione di genere di una persona. Le pene possono raggiungere i sei anni di detenzione, mentre è previsto un inasprimento per i trasgressori se la vittima è un minore, un anziano o una persona con disabilità.

Il riconoscimento dell’infanzia trans

Durante il dibattito, che si è svolto all’interno della sede di Antinoo Arcigay Napoli, l’ambasciatore ha parlato anche del riconoscimento dell’infanzia trans. Un tema, che nel corso degli ultimi anni ha subito numerose evoluzioni, grazie a sentenze della Corte suprema che hanno fatto scuola. «Il riconoscimento dell’infanzia trans, c’è in 25 stati – spiega -.  E stiamo lavorando a una legge contro i crimini d’odio. Purtroppo nel nostro Paese la violenza nei confronti delle persone transgender è ancora molto radicata».

Napoli

Classe 1974, Genaro Fausto Lozano Valencia è un diplomatico, un accademico e un editorialista originario di Città del Messico. Dopo il dibattito, che ha coinvolto esponenti delle associazioni Antinoo Arcigay, Pride Vesuvio e Pochos, moderato dall’attivista Antonello Sannino, ha visitato il Centro di documentazione Paolo Poli nel quale sono custoditi documenti e cartelloni pubblicitari che ripercorrono la storia del movimento queer nel mondo. «È un grande onore visitare Antinoo Arcigay Napoli – ha raccontato ai microfoni di Radio Pride l’ambasciatore -. Credo che sia importante avvicinare Napoli e il nostro Paese. L’anno prossimo sarò al Napoli Pride, spero di incontrarvi e che cammineremo insieme sempre per i diritti delle persone lgbtqia+». L’incontro si è concluso con un brindisi al FreeID, il primo queer social bar della metropoli, che ha trovato casa nei locali della storica sede di Antinoo Arcigay.