Addio a Pigi Mazzoli, dal FUORI! alla lotta allo stigma sull’HIV
Scomparso a Milano a 69 anni, lo storico militante del FUORI! ha attraversato cinquant'anni di lotte civili: dalle prime occupazioni negli anni Settanta alla divulgazione scientifica su U=U insieme al marito Franco Dal Molin.
Negli anni Ottanta i medici gli avevano dato appena due o tre anni di vita. Piergiorgio “Pigi” Mazzoli, che si è spento a Milano il 26 ottobre a 69 anni — salutato giovedì 29 dall’affetto dei Sentinelli di Milano e di amici storici come Marinella Zetti e Paolo Rumi — di anni ne ha vissuti invece altri quaranta. E mai in silenzio. Quando nel 1985 l’HIV entrò nella sua esistenza, Pigi “resettò gli orologi”: mollò Architettura al Politecnico perché progettare il futuro sembrava ormai inutile, ma finì per trasformare quel tempo sospeso in una lunghissima trincea civile.

Dagli esordi nel FUORI! alle prime battaglie del movimento gay a Milano
Del resto, nascondersi non gli era mai riuscito granché. Già alle superiori, in un istituto tecnico, dichiararsi in un tema gli era costato la bocciatura. Poco dopo, diciottenne nel 1976, aveva tappezzato la scuola con i manifesti del FUORI! firmandoli con nome, cognome e classe. Cacciato di casa e scampato alle assurde “terapie riparative” dell’ingegner Olivari grazie ai consigli di Mario Mieli, si era mantenuto come animatore nei villaggi turistici senza mai fermare la militanza. A Milano divenne presto la “nave scuola” del movimento. Dai collettivi di via Morigi alla sede radicale di Porta Vigentina, gestiva il telefono gay, organizzava le serate disco a Baggio, preparava musicassette per le radio libere e firmava su carta intestata i certificati di omosessualità che salvavano tanti ragazzi dalla leva militare. Pioniere della cultura bear e leather in Italia, nei primi anni Ottanta fu anche tra le anime più vulcaniche attorno alla nascita della rivista Babilonia.

Pigi Mazzoli a Coventry, 1978 (da FUORI n. 20)
Lotta allo stigma dell’HIV: il ricordo di Sandro Mattioli (PLUS) e la rivoluzione U=U
Sopravvissuto agli anni più bui dell’epidemia grazie alle prime sperimentazioni, Mazzoli ha usato la carta stampata e la propria pelle per smontare il terrore della “peste del 2000”, curando dal 2000 al 2020 una rubrica sul sesso sicuro per il mensile Pride e collaborando con l’ASA. Un’eredità ricordata con commozione da Sandro Mattioli, fondatore e già presidente di PLUS, organizzazione di persone LGBTQ+ sieropositive: «Una persona gentile, un attivista di lungo corso che non ha mai smesso di lottare nemmeno contro l’HIV che gli ha fatto visita nell’85, tra i primi in Italia», ha scritto rievocando il volto dell’amico nella coraggiosa campagna Sono Fieropositivo, non resto in silenzio. «Da Pigi ho imparato molto: compariva sempre nel momento giusto e con le parole giuste. Parlare con lui mi ha sempre dato molta forza, un esempio di attivismo e di resilienza. Già mi manchi, mitico Pig». Quella stessa forza Pigi l’aveva messa nel raccontare il suo grande amore con Franco Dal Molin, di vent’anni più giovane, conosciuto a fine anni Novanta presentandosi online come un “orsone milanese sieropositivo”. Uniti civilmente nel 2018, andarono insieme a Le Iene a volto scoperto — perché «combattere lo stigma nascondendosi è un controsenso» — per spiegare la quotidianità di una coppia sierodiscordante e il principio scientifico U=U, secondo cui una carica virale azzerata dalle terapie rende il virus non trasmissibile. Se ne va lasciando una lezione di ironia, dignità e ostinata felicità, tutta racchiusa nelle parole dedicate al suo Franco: «Ci amiamo più di quanto ci odi il virus».
