Dalle polemiche per il patrocinio del Comune fino al manifesto intersezionale: ecco tutte le info sul Vercelli Pride
La parata arcobaleno sfilerà per le strade del comune piemontese sabato 19 settembre
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche e di condizioni personali e sociali”. Con queste parole prese in prestito dall’articolo 3 della Costituzione, e con la scritta rainbow del claim “Facciamo che ci siamo”, il Vercelli Pride si prepara a scendere in strada sabato 19 settembre per portare una ventata di diritti nel comune piemontese: “Perché una goccia non fa la differenza, ma tante sì”.
L’appuntamento
L’appuntamento per la parata antifascista e antirazzista è alle 15.00 in piazza Roma (davanti alla stazione ferroviaria), con partenza alle 16.00 e arrivo al Pride Park di Parco Kennedy, dove si alterneranno le voci degli attivisti. Un percorso ad anello di circa due chilometri e mezzo che termina con il concerto di Tony e I Volumi e a seguire la festa “trasloca” nel bar Ottimo listening con il dj set di Lui J. “Danziamo per il Pride perché ne facciamo parte con orgoglio – si legge sul profilo social ufficiale del comitato organizzatore -. Questi temi non riguardano solo le famiglie arcobaleno, ma ogni singola persona. Siamo tutti coinvolti, consapevolmente o no”.
Gli ospiti
Il Pride di Vercelli è gemellato con quello dei Campi Flegrei, che andrà in scena oggi nella cittadina di Bacoli. «Ci siamo conosciuti e con gli organizzatori ci siamo “scambiati” le piattaforme politiche – spiega Mario Zazzaro (Cgil – Nuovi Diritti Napoli) ai microfoni di Radio Pride -. Erano molto simili soprattutto nell’approccio all’intersezionalità e per la vocazione antifascista e antisionista -. Un confronto che è andato avanti per 15 giorni, a quel punto abbiamo deciso di stringere un patto di sorellanza, un gemellaggio tra due Pride di periferia. Ci siamo spediti le bandiere che sventoleranno durante le parate». Tra gli ospiti d’onore ci sono la “zia”, l’attivista e drag queen Priscilla, la presidente di Arcigay nazionale e giornalista Natascia Maesi e la stand-up comedian Simonetta Musitano.

Le polemiche
La Giornata dell’Orgoglio ha il patrocinio del Comune di Vercelli, capitanato dal sindaco di centrodestra Roberto Scheda. Una decisione che nei mesi scorsi ha fatto scaldare gli animi, tanto da scomodare Roberto Vannacci. In un post del 4 agosto 2026 sul suo profilo Ig, il generale ha postato un’immagine con una domanda provocatoria: “Dove sono finiti i valori tradizionali?”. Nella didascalia della locandina, il leader di Futuro Nazionale ha scritto: “La coerenza di chi oggi si autodefinisce di destra. Prima, per darsi un tono, approvano la legge che definisce l’utero in affitto un crimine universale. Poi patrocinano quegli eventi frequentati da quelle categorie che promuovono il ricorso all’utero in affitto. Prima Alessandro Tomasi, sindaco di Fdl di Pistoia e candidato governatore della Toscana per il centrodestra concede il patrocinio al gay pride a Pistoia, ora ci pensa la giunta Scheda a Vercelli, sostenuta da Fdl, Lega e Fi. Noi siamo diversi! Quando dico che Futuro Nazionale è l’unica destra autentica, pura e contagiosa… E c’è chi pensa di vincere “a mani basse”.

Il manifesto politico
Il Pride è stato organizzato da Arcigay Rainbow Vercelli-Valsesia. La prima edizione è stata nel 2019 e dopo sette anni di assenza si tornerà a sfilare per le strade del comune piemontese. La piattaforma politica è stata ribattezzata “La Carta dell’Orgoglio” per festeggiare gli ottant’anni della Costituzione e mette al centro il tema dell’intersezionalità schierandosi a favore delle donne contro la violenza del patriarcato, dei migranti “contro il suprematismo bianco”, dei disabili “contro le barriere architettoniche” e degli animali “contro lo sfruttamento capitalista”. Nel manifesto si sofferma l’attenzione sull’adozione delle carriere alias in tutte le scuole provinciali e l’introduzione dell’educazione sessuale e affettiva negli istituti, colpita dalla legge Valditara: una “norma miope che viola i diritti costituzionali non tutelando la salute dei giovani”. Nel testo si parla delle campagne educative per una sessualità libera e sicura, del matrimonio egualitario e della tutela contro l’omolesbibitransfobia.