Nell’incantevole isola d’Ischia, un bambino di otto anni ha deciso di abbandonare i corsi di danza classica e moderna a causa delle prese in giro subite da parte di alcuni compagni di scuola. Il piccolo ha confidato alla sua insegnante, Barbara Castagliuolo, di non voler più andare seguire i corsi di danza perché deriso in quanto “ballerino”. La vicenda è stata resa pubblica dalla Castagliuolo attraverso un post accorato sui social, che ha suscitato un ampio dibattito sull’episodio di bullismo omofobico e sui pregiudizi ancora presenti nei confronti dei ragazzi che praticano la danza .
Questo episodio evidenzia come, nonostante i progressi nella lotta contro gli stereotipi di genere, persistano ancora atteggiamenti discriminatori che colpiscono l’identità e l’autostima dei più giovani soprattutto se hanno comportamenti, talenti o attitudini ritenute “fuori standard”. Anche la danza per un maschio diventa una passione “non prevista” benché, in quanto espressione artistica, dovrebbe essere un diritto per tutti, indipendentemente dal genere. Oggi, più che mai, è fondamentale costruire una società in cui ogni bambino possa sentirsi libero di esprimere le proprie passioni senza paura di essere schernito o escluso.
La storia di questo giovanissimo ballerino ischitano ci ricorda l’importanza di educare al rispetto delle differenze e di sostenere i desideri di ciascuno, affinché nessuno debba rinunciare a ciò che ama per colpa di stupidi e infondati pregiudizi.