icon cerca

Francia e Italia: due pesi e due misure sull’omofobia ai campionati europei di nuoto

Parigi fa scudo attorno a Milan Violon, mentre il governo italiano tace sugli insulti al plurimedagliato Filippo Pelati.

Francia e Italia: due pesi e due misure sull’omofobia ai campionati europei di nuoto

Omofobia, Sport

11 Agosto 2026

Di: A. Sannino

Stessi campionati europei di nuoto, stessa ondata di odio social, ma reazioni istituzionali agli antipodi. La cronaca sportiva degli ultimi giorni ci consegna una fotografia impietosa, la Francia difende a spada tratta i suoi atleti, l’Italia dei presunti “patrioti” volta la testa dall’altra parte.

Il caso esplode attorno a Milan Violon, 17 anni, primo ragazzo nella nazionale transalpina di nuoto artistico. Un suo video su TikTok scatena una valanga di commenti omofobi e sessisti. Parigi, però, non minimizza. La Federazione francese denuncia subito tutto alla Procura e attiva associazioni contro il cyberbullismo. A ruota, scende in campo la politica. La ministra dello Sport Marina Ferrari esprime solidarietà totale, mentre l’ex neo gollista Aurore Bergé annuncia nuove misure strutturali contro l’omotransfobia. Lo Stato c’è e si fa sentire.


Milan Violon

Il silenzio del governo italiano sugli insulti omofobi a Filippo Pelati

E da noi? Il copione si ribalta. Il diciannovenne emiliano Filippo Pelati fa la storia, porta a casa quattro medaglie con una coreografia geniale, nuotata sulle note di Radio Ga Ga per omaggiare Freddie Mercury. Un mix perfetto di apnee estreme, tecnica e trucco scenico. La risposta del web italiano è stata un letamaio di insulti irripetibili sulla sua mascolinità e deridendolo con un campionario da osteria.

Di fronte a questo linciaggio, il nostro governo e i vertici dello sport sono letteralmente spariti. Quella stessa politica sempre in prima fila per appropriarsi dei successi sportivi e sventolare il tricolore, non ha speso una singola parola per difendere un ragazzo che ha regalato una valanga di medaglie al Paese. Nessun tweet, nessuna presa di distanza istituzionale, solo silenzio.

Il nuoto artistico maschile, che unisce forza fisica ed eleganza artistica, suscita l’insofferenza di chi è ancora prigioniero di una concezione tossica della virilità. Tuttavia, la vera sconfitta è di natura culturale e istituzionale, e chiama in causa direttamente il nostro Governo e i vertici dello sport.


Filippo Pelati