Il coraggio, i diritti e le piazze. Il ricordo di Emma Bonino di Sergio Rovasio
Radio Pride raccoglie la testimonianza di una figura storica del movimento di liberazione omosessuale in Italia, per salutare una donna che ha cambiato la storia dei diritti civili nel nostro Paese.
La redazione di Radio Pride ha chiesto a Sergio Rovasio, figura storica e anima radicale del movimento LGBTQIA+ italiano, di condividere un ricordo personale e politico di Emma Bonino. Attraverso le sue parole ripercorriamo decenni di battaglie condivise, conquiste fondamentali e il legame profondo tra il Partito Radicale e i primi passi mossi dalle associazioni per i diritti civili nel nostro Paese. Di seguito, il suo appassionato tributo.
IN RICORDO DI EMMA BONINO
Sin da quando a Torino, nel 1971, fu fondato da Angelo Pezzana, Enzo Cucco ed Enzo Francone il FUORI, il primo movimento gay italiano, il Partito Radicale decise di supportarlo e difenderlo sia politicamente che legalmente. Nel 1974, grazie a Emma Bonino e Marco Pannella, le due organizzazioni si federarono, cosicché il FUORI poté avere sedi in tutta Italia presso i Radicali e divenne un movimento presente nelle principali città italiane.
Emma Bonino ha sempre svolto un ruolo politico di forte impatto anticonformista per affermare i diritti delle donne. Non era una di quelle femministe ‘separatiste’ o con visioni ideologiche e/o intolleranti; aveva una visione pragmatica e tutte le sue proposte godevano di una maggiore credibilità proprio per la sua capacità di dialogo e tolleranza, anche con chi non la pensava come lei.
Le grandi conquiste sui diritti civili degli anni ’70 e ’80 (aborto, divorzio, chiusura dei manicomi, riforma del diritto di famiglia, legge 685 non punizionista per i consumatori di droghe, la legge sul cambio di sesso e molto altro) si devono a lei e a pochi altri, che riuscirono ad abbattere il muro di quel mondo democristiano che monopolizzava la politica italiana. Ciò accadde perché entrarono in Parlamento per la prima volta nel 1976 Emma Bonino, Adele Faccio, Marco Pannella e Mauro Mellini, rivoltando e colorando letteralmente quel grigiore che era la politica di quei tempi.
Questo piccolo gruppo, con un piccolo esercito di militanti nonviolenti motivati in tutta Italia, riuscì a coinvolgere milioni di persone con campagne referendarie, raccolte firme per proposte di legge di iniziativa popolare e organizzando storiche manifestazioni ovunque. Emma è stata tra i principali protagonisti di tutte queste iniziative politiche e, anche nei ruoli di responsabilità di Governo – da Ministro per le questioni europee, a Commissario Europeo a Bruxelles, fino a diventare Ministro degli Esteri –, ha sempre avuto forza e coraggio unici nel panorama politico italiano ed europeo.
È stata tra i promotori del Tribunale Penale Internazionale dell’Onu, che fu istituito con una grande cerimonia in Campidoglio e al quale hanno aderito molti Stati per combattere i crimini di guerra.
Ha promosso molte iniziative di disobbedienza civile usando il metodo della lotta nonviolenta: sull’aborto si fece arrestare per aver dichiarato alle autorità di aver fatto abortire delle donne quando il fenomeno era diffuso nel Paese e l’aborto non era ancora legale. Fu anche arrestata a New York per aver distribuito delle siringhe contro le politiche proibizioniste degli americani, e fu arrestata da Commissaria europea dai Talebani in Afghanistan per alcuni giorni, creando un caso mondiale. È stata inoltre una delle prime firmatarie del manifesto per il matrimonio egualitario.
La Francia le conferì anni fa la Legion d’Onore, la Spagna le ha assegnato il Premio Principessa delle Asturie, e in molti altri Paesi le sono stati riconosciuti grandi meriti per la sua battaglia per gli Stati Uniti d’Europa.
Aver lavorato con e per il Partito Radicale insieme a lei sin dai primi anni ’80, oltre che con Marco Pannella, Adele Faccio e altri dirigenti radicali per oltre trent’anni, è stata la più importante esperienza della mia vita. Mancherà a tutti noi, ma soprattutto all’Italia intera.
Sergio Rovasio