“Sì all’educazione affettiva nelle scuole”, boom di firme per chiedere il referendum abrogativo della legge Valditara
In poco più di un mese sono state raggiunte le 500mila sottoscrizioni. La Corte costituzionale dovrà valutare l’ammissibilità dell’iniziativa popolare
Sono più di 500mila le firme raccolte in un mese per chiedere l’abrogazione del ddl Valditara, che ha introdotto il consenso informato preventivo per l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole. La legge n.104, approvata il 9 giugno del 2026, continua a fare discutere e i promotori dell’iniziativa popolare, lanciata il 6 agosto, si sono mobilitati avvalendosi del massimo istituto di democrazia diretta, il referendum regolato dall’articolo 75 della Costituzione. In Italia perché la proposta venga accettata è necessaria la sottoscrizione di 500mila elettori o di cinque Consigli regionali e le firme devono essere raccolte in un tempo limite: entro tre mesi dal deposito del quesito. Raggiunto il numero, come in questo caso, la richiesta finisce sui banchi della Cassazione che deve certificare la validità e la regolarità delle firme e infine della Corte costituzionale, che ha il compito di giudicare l’ammissibilità del quesito. Ottenuto il parere positivo, il presidente della Repubblica indice il referendum fissando la data della votazione (tra il 15 aprile e il 15 giugno) con un quorum del 50% + 1 degli aventi diritto. La campagna è stata supportata da volontari e realtà territoriali come FLC, CGIL, Arcigay e Telefono Rosa e da esponenti del mondo dell’arte come Tiziano Ferro, Elena Sofia Ricci, Ferzan Özpetek, Francesca Michielin, Aiello e Fabrizio Gifuni.
L’iniziativa popolare
Il titolo della proposta “Sì all’educazione affettiva nelle scuole” si basa su un quesito diretto: “Volete Voi che sia abrogata la Legge 9 giugno 2026, n.104, recante «Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.142 del 22 giugno 2026?”. L’obiettivo di questo referendum è di ripristinare l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole italiane, superando le attuali restrizioni normative, si legge sul testo pubblicato sulla piattaforma del ministero della Giustizia. Viene richiesta l’abrogazione della norma Valditara perché “ostacola significativamente la didattica, vietando in particolare di trattare i temi legati alla sessualità nelle scuole dell’infanzia e primarie“. Nella nota è specificato che “impone agli istituti di richiedere autorizzazioni scritte alle famiglie con sette giorni di preavviso per ogni attività e obbliga i docenti ad allontanare dall’aula gli studenti sprovvisti di tale permesso”.
Gli effetti concreti dell’abrogazione
Nel testo sono descritti gli effetti concreti dell’abrogazione: “Eliminando queste norme l’educazione sessuale e affettiva tornerà a essere un’attività scolastica inclusiva, equiparata alle altre scelte extracurricolari approvate da genitori, docenti e studenti tramite i Piani triennali dell’Offerta Formativa (PTOF)”. Nello specifico sarà possibile “promuovere la consapevolezza del corpo e dell’affettività usando linguaggi e metodi appropriati per ogni fascia d’età, inclusa quella infantile. Si eliminerà la pratica dell’esclusione dall’aula, garantendo che tutti gli studenti possano partecipare alle attività del gruppo classe senza discriminazioni”. Si sottolinea anche il concetto legato a una maggiore autonomia, secondo la quale “scuole, docenti e famiglie potranno integrare stabilmente questi temi nei percorsi formativi, liberandosi da vincoli burocratici eccessivi e favorendo una continuità pedagogica”.