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L’Eurocamera approva la direttiva sulle vittime di reato: l’Italia dovrà recepire l’articolo 6 del ddl Zan

Tra i punti fondamentali della proposta ci sono la creazione di una helpline, la possibilità di denunciare i reati online e l’assistenza sanitaria e riproduttiva in caso di violenza sessuale

L’Eurocamera approva la direttiva sulle vittime di reato: l’Italia dovrà recepire l’articolo 6 del ddl Zan

Diritti civili, News

21 Maggio 2026

Di: Francesca Saccenti

Il Parlamento europeo ha approvato in seduta plenaria con 440 voti a favore, 49 contrari e 84 astensioni la disposizione sui diritti delle vittime di reato, con protezioni per coloro che hanno subito violenza sessuale e crimini legati alla disabilità, all’orientamento sessuale e all’identità di genere. La norma introduce di fatto alcune garanzie già contenute in Italia nell’articolo 6 del ddl Zan, che la destra ha affossato con un grande applauso nell’aula del Senato il 27 ottobre del 2021. Il disegno di legge interveniva su due articoli del codice penale ampliando di fatto la ‘legge Mancino’ inserendo, accanto alle discriminazioni per razza, religione ed etnia, anche quelle per disabilità, sesso, genere e orientamento sessuale. La proposta di Strasburgo aggiorna la revisione del quadro giuridico applicabile alle vittime di reato, sostituendo la normativa vigente dal 2012. L’iter prevede che la direttiva, firmata dagli eurodeputati Javier Zarzalejos (PPE, Spagna) e Lucia Yar (Renew, Slovacchia), dovrà essere formalmente adottata dal Consiglio europeo e sarà poi pubblicata sulla Gazzetta ufficiale prima dell’entrata in vigore. I 27 Stati membri dovranno recepirla entro due anni. Secondo le stime della Commissione europea ogni anno il 15% dei cittadini europei (75 milioni di persone) è vittima di reato.

I punti principali

I punti fondamentali prevedono – come si legge in una nota del Parlamento europeo – il rafforzamento dei diritti delle vittime durante i procedimenti penali, la creazione di una linea di assistenza telefonica dedicata (helpline, 116 006) e la possibilità di denunciare i reati online anche per le persone con libertà limitata (cittadini di paesi terzi ospitati in strutture per l’immigrazione o persone che vivono in contesti di assistenza istituzionale). I paesi UE dovranno garantire risorse umane e finanziarie adeguate per il sostegno e favorire l’assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva (accesso alla contraccezione d’emergenza e all’aborto, ai trattamenti di profilassi post-esposizione, ai test per infezioni sessualmente trasmissibili). Per i minori, invece, attraverso un approccio adeguato all’età e a misura del bambino, sono previste visite mediche, supporto psicologico e videoregistrazione delle testimonianze.

Le dichiarazioni

“Questa direttiva rappresenta un reale passo avanti per le vittime, comprese quelle più vulnerabili, come le vittime di violenza e i minori. Abbiamo trasformato un quadro normativo superato in una legislazione moderna che rafforza i diritti delle vittime, migliora la protezione e colma lacune fondamentali nell’accesso al sostegno. In un momento in cui alcuni Stati membri stanno indebolendo le tutele e modificando le leggi in modo da favorire gli autori dei reati, il Parlamento europeo si schiera con fermezza al fianco delle vittime. Il nostro messaggio è chiaro: i diritti delle vittime non sono un elemento secondario, ma sono al centro della giustizia”, ha dichiarato la correlatrice Lucia Yar (Renew, Slovacchia). “Al giorno d’oggi, circa 70 milioni di persone nell’UE subiscono un reato ogni anno. Con questa riforma stiamo facendo un passo importante per garantire maggiore protezione, supporto e diritti per tutte le vittime, inclusi i casi di violazione nell’ambiente digitale e quelli che coinvolgono vittime particolarmente vulnerabili, come i minori vittime di abusi sessuali online”, ha spiegato il correlatore Javier Zarzalejos (PPE, Spagna).