Trump e la sua campagna anti-gender riassunta in 5 ordini esecutivi
Il tycoon è stato bocciato dagli elettori nelle elezioni di Midterm. Nel corso del suo mandato si è scagliato contro i diritti della comunità lgbtqia+
Negli Stati Uniti arriva lo “tsunami blu”, come è stato ribattezzato dalla Cnn. Il presidente repubblicano Donald Trump è stato bocciato dagli elettori, che si sono recati alle urne per votare alle “Midterm Elections”. Una sconfitta per il tycoon che ha affidato le prime parole al suo social di fiducia Truth: “Non ero sulla scheda elettorale, se lo fossi stato avrei ottenuto una vittoria schiacciante!”. Anche dalle pagine del “New York Times” è arrivata la sua voce con frasi che dimostravano la volontà di collaborare con i democratici. Ora è in corso lo spoglio, ma i dati dimostrano che gli “avversari” hanno in pugno le due camere del Congresso. Durante i due mandati Trump si è sempre contraddistinto per la sua campagna discriminatoria, attaccando in particolare modo le persone trans e firmando ordini esecutivi che minavano alcuni diritti già acquisiti dalla comunità arcobaleno.
La verità biologica
Appena insediato alla Casa Bianca, il 20 gennaio del 2025 il presidente degli Stati Uniti firma alcuni ordini esecutivi che hanno come protagoniste le persone transgender. Nel provvedimento dal titolo “Difendere le donne dall’estremismo dell’ideologia gender e ripristinare la verità biologica nel governo federale”, il repubblicano si scaglia contro la comunità rainbow. L’ordine, che rispecchia anche le posizioni conservatrici della scrittrice della saga di Harry Potter, J.K. Rowling, si propone di contrastare la teoria gender e di proclamare la tesi secondo la quale è possibile accettare solo i sessi maschio e femmina, assegnati alla nascita. Sui documenti ufficiali di identificazione, come passaporti e visti, viene eliminato il contrassegno “X” legato al riconoscimento dell’identità non binaria e di genere. Inoltre nel documento viene vietato l’uso di fondi federali per le cure o le procedure di affermazione per i detenuti/e.

L’inclusività
Il 23 gennaio arriva il nuovo ordine esecutivo. L’OPM, l’ufficio di gestione del personale degli Stati Uniti – l’agenzia governativa che si occupa di risorse umane – ordina la messa in congedo immediata di tutti i funzionari “D.E.I.” (Diversity, Equity and Inclusion), che si occupano di promuovere inclusione, diversità e uguaglianza.
Le forze armate
Quattro giorni dopo, il 27 gennaio Trump mette la firma su un altro “executive order” per vietare alle persone transgender di prestare servizio nelle forze armate degli Stati Uniti. Nel testo chiede al segretario alla Difesa Pete Hegseth di rivedere le politiche del Pentagono in modo da escludere o rimuovere le persone trans. Perché l’identità di genere, non conforme al sesso biologico di nascita, risulta incompatibile con la vita militare.
La transizione di genere
Due giorni dopo il 29 gennaio, Trump rincara la dose decretando lo stop alle transizioni di genere per i minori, bloccando la promozione delle terapie di affermazione di genere rivolte a chi non ha compiuto 19 anni. In questa occasione dichiara: ”Oggi in tutto il Paese, i professionisti della medicina stanno mutilando e sterilizzando un numero crescente di bambini facilmente influenzabili. Questa pericolosa tendenza sarà una macchia nella storia della nostra Nazione e deve finire. È politica degli Stati Uniti non finanziare, sponsorizzare, promuovere, assistere o supportare la cosiddetta ‘transizione’ di un bambino da un sesso all’altro e applicheremo rigorosamente tutte le leggi che proibiscono o limitano queste procedure distruttive e che cambiano la vita”.

Le atlete trans
“La follia transgender”, come è stata ribattezzata da Trump, finisce sulla scrivania del presidente anche nel febbraio del 2025. Il tycoon questa volta prende di mira le atlete transgender nelle discipline femminili. Il provvedimento proibisce alle sportive di poter competere nelle categorie femminili, finanziate con fondi federali. L’ordine esecutivo vale anche per le sportive trans in vista dei Giochi Olimpici di Los Angeles 2028.